mercoledì, 02 luglio 2008 | in : varie, pensieri, riflessioni, ricordi, vita, cazzeggi









Mi faccio un caffe' poi scrivo qualcosa.
Fatto. Ho preparato la moka, la preferisco alla macchinetta elettrica a cialde, comoda e veloce ma il caffe' e' sempre tiepido e scarso.

A me piace riempire la tazzina sino all'orlo, sentirla bruciare tra le mani, soffiare e aspirare l'aroma del vapore e percepire il calore spandersi dalla lingua alla gola.
Un rituale che pregusto. M'interrompo; il familiare rumore della caffettiera mi avverte che e' pronto e il profumo che invade la casa evoca intimita' e amore.
Ecco, poso la tazzina accanto alla tastiera, la guardo fumante, troppo calda anche per me e attendo un poco, dilatando il tempo dell'attesa pregustandone il sapore. Il primo sorso e' sempre stupefacente e sorprendente.
Buono... ancora un altro e un altro ancora. La persistenza dell'aroma e' ancora nella mia bocca e sorrido pensando che mi sono sbloccata parlando di una piccola, semplice cosa... magari ho fatto venire voglia di caffe' pure a chi per caso mi leggera'.

Io, quasi quasi, faccio il bis.











GiselleB @ 10:59 | commenti (30)(popup) | commenti (30)









Firenze di notte. Firenze di lungo Arno. Firenze umida e silente. Il suono dei nostri passi, i baveri rialzati, le mani in tasca. Luci che si riflettono smorzate sul selciato bagnato, il buio le inghiotte. Una donna, la conosci e le parli sommesso, la seguiamo. Scale ripide coi muri scrostati e parole d'amore graffiate e bestemmie e rabbia. Una piccola stanza s'affaccia su un'altra stanza, la camera. Odore di fumo e caffé. Un caffé corretto, molto forte e corretto per me. Occhiate d'intesa, comincia il gioco. Lei si spoglia, la carne bianca troppo morbida, la pesantezza del seno e del ventre. Distesa sul letto si apre, languida si tocca offrendonsi a te, a me. Sei seduto, fumi e sorseggi da un opaco bicchiere un liquido ambrato. Sicuro sorridi e mi guardi. Volto le spalle a te a lei, guardo dalla finestra il buio e il riflesso mi rimanda la vostra immagine. Languida, bagnata si penetra con due dita, con una mano si strizza i seni, offrendoli. Geme, e gemendo si scosta aprendo un cassetto da uno sbilenco mobiletto accanto al letto. Ne estrae un fallo finto. Lo guarda, avida, lo lecca, golosa. Si apre e s'impala contorcendosi tra le lenzuola scomposte. Ti muovi, abbassi la cerniera dei pantaloni e mostri la tua lunga erezione. Stringi forte, e il respiro s'arresta davanti alla tua voglia che diventa la mia. Mi volto. La donna sul letto e' un'ombra sfocata gemente. Vedo solo te. Ti alzi senza guardarmi, ti avvicini al letto. Prendi il fallo finto dalle mani della donna e inizi a penetrarla, davanti e dietro, lento e profondo sempre più profondo. Lei abbassa i pantaloni afferrando il tuo membro, riempiendosi la bocca rossa di te. Mi guardi. E' un invito. Ti guardo, sorrido, ti bacio, mi allontano. L'odore di fumo e caffé e' per le scale dai muri graffiati di parole d'amore e bestemmie. La notte umida di Firenze m'attende e m'inghiotte.

 

 

 

Ripropongo questo mio vecchio post. Lo trovo interessante e probabilmente degno di un seguito...

 



GiselleB @ 12:58 | commenti (40)(popup) | commenti (40)
martedì, 10 giugno 2008 | in : varie, riflessioni, vita, sesso, horror, stranezze, sondaggio, attualità




Immagine tratta dal film Tra(sgre)dire


Sesso e trasgressione. A quanto pare queste due parole agiscono in sinergia, per i piu'. Trasgredire, disobbedire, disubbidire, eludere, infrangere, violare, offendere, prevaricare. E' questo il senso che diamo a certe forme di espressione sessuale. Non si parla certo del normalissimo rapporto consumato tra le coltri ufficiali della santa camera da letto coniugale, o anche si'.
Con la fantasia si puo' essere trasgressivi, immaginare che al proprio fianco non ci sia il nostro solito partner, oppure che qualcuno nell'ombra ci stia spiando e' uno stimolo in piu' contro la piattezza di un rapporto routinario.
C'e' anche la trasgressione piu' spinta per chi oramai delle sole fantasie non sa che farsene e si scatena nei prive' oppure in altri ambienti non ufficiali, ad esempio al cinema o altri luoghi pubblici dove si puo' estendere il proprio piacere ad occasionali compagni d'avventura.
Pure scrivere di sesso e' trasgressivo, anche se chi lo fa in genere racconta per il solo piacere di essere letto, almeno questo e' quanto riguarda me. Ed e' pure emozionante immaginarmi in situazioni al limite del decente in cui chi legge crede realmente che siano cose che mi sono accadute.
Invento per voi. Metto anche emozioni vere, mie, di cui altrimenti non saprei parlare, esasperando un pensiero, portandolo sino in fondo, lasciando che le cose accadano, trasgredendo appunto.
Tempo fa vi chiesi di regalarmi una vostra fantasia erotica ma devo purtroppo ammettere che mi sono resa conto di non riuscire a trarre ispirazione da fatti che non sento.
Proviamo allora ad immaginare che cosa puo' scatenare in ognuno di noi la parola trasgressione...








GiselleB @ 10:15 | commenti (19)(popup) | commenti (19)
giovedì, 05 giugno 2008 | in : varie, riflessioni, vita, educazione, erotismo, stranezze, cazzeggi






Gironzolo per blog attirata da un nome, un avatar, un titolo. Devo ammettere con mestizia che e' la prima volta che lo faccio con impegno, anche piu' di quando mi dedicavo a recensirli per un web magazine.
Mi rendo conto che ci sono parecchie cose interessanti e alcuni post mi hanno letteralmente catturata, tanto da costringermi a leggere senza riuscire a staccarmi, salvo dover interrompere per svolgere il mio dovere.
Molte persone sanno esprimersi bene, raccontare del loro quotidiano senza banalita' e riescono a far sorridere o commuovere con talento e garbo. Scrittori nati.
Altre, purtroppo non acchiappano per nulla l'attenzione anche a causa di orrendi template stracarichi di pesantissime immagini sbriluccicanti e la grafica minuscola. A volte penso sia un peccato perche' intravedo un potenziale interessante ma devo chiudere perche' i miei occhi reclamano pieta'.
Cerco stimoli e spesso mi soffermo su blog dal contenuto erotico: non me n'ero mai resa conto, ma quanti ce ne stanno!
Oh mama... e' pazzesco. Dopo piu' di due anni che sono qui su splinder, ho messo il naso fuori dal mio piccolo mondo, e mi accorgo di aver intrapreso la strada piu' difficile e banale parlando di sesso.
E ho capito pure altre cose di me e di alcuni di voi.
Di me e' presto detto, appaio come una sfrontata esibizionista non a caso il maggior numero di commenti li ho ottenuti nei post con le mie immagini. Il che, per una che ha presunzioni letterarie, e' tutto un dire... ma dove diavolo avevo la testa allora?
Con questo non rinnego nulla, anzi volendo ho svolto un'azione di autopromozione rendendomi visibile ai piu' e aumentando le visite.
Non solo la quantita', ma anche una buona qualita' di lettori con alcuni dei quali ho intessuto privatamente un dialogo intelligente e confidenziale.
Pero' e' anche vero che tanti altri li ho mandati al diavolo perche' pesanti e volgari. Be' ciccia, di che ti lamenti: nel mucchio ci stanno pure loro e io provoco.
Alla fine devo dirvi che volevo scrivere un nuovo racconto piccante, invece ho buttato giu' questo pistolotto sprecando la mia mezz'ora di pausa.
Vabbe', sara' per la prossima volta... pero' acciderbola e' anche tutta colpa dell'ultimo blog che ho visitato se ho perso l'ispirazione per l'illuminazione!
Insomma piu' che eccitarmi o sentirmi stimolata dalla signora/ina che  lo gestisce ho provato un sentimento di compassione nei suoi e nei miei confronti e patetico e' stato pure notare che i commentatori sono gli stessi che ho scantonato da un po' (nulla di personale e parlo solo degli allupati che hanno capito che da me non si becca niente).
Forse che pure io appaio come un'arrapata in cerca di avventure facili?
Naaa! Non volevo dire questo... posso riprovarci?





NB: Con questo mio, spero di non aver offeso nessuno non e' mia intenzione. Questa e' solo una considerazione mia e personalissima su come sto vivendo il mondo dei blog al momento. Capace che domani la pensi diversamente...
 







GiselleB @ 11:04 | commenti (42)(popup) | commenti (42)






GiselleC'ho il blocco creativo. Vorrei sbloccarlo, ma chissa' perche' non mi riesce. Eppure, so che se voglio riesco pure ad aprire il vasetto dei sott'aceti senza barare... per barare intendo non fare leva sotto al coperchio col coltello. Non lo faccio perche' poi i vasetti sterilizzati li uso per contenere la marmellata di more che io stessa medesima con le mie manine faccio.
E raccogliere le more non e' mica roba facile.

Intanto ad agosto nel bosco, umido e polveroso fa un caldo tropicale. Poi le more non e' che nascono appese come i grappoli d'uva, li' belli comodi pronti per essere colti: loro stanno attaccate ai rovi! E le piu' grosse e succulente preferiscono svettare in alto in alto, circondate da spine che se hai le maniche corte (ad agosto fa caldo) ti scorticano la pelle, se invece hai le maniche lunghe si impigliano bolccandoti e ogni movimento ti si ritorce contro.
Infatti le subdole sono circondate da amorevoli rami spinati che non aspettano altro di essere aizzati da quel filo della maglietta che se li tira dietro e ogni movimento non fa altro che imprigionarti sempre di piu'.

Insomma, tutto questo per dire che a me le cose difficili non mi spaventano, anzi. Spesso sono un stimolo, una sfida per vedere come me la cavo.
Un'altra cosa invece sono le cose impossibili... se non impassabili.
Come disse il Bianconiglio ad Alice: "Non e' che il buco della serratura e' piccolo, sei tu impassabile da li', sei troppo grande!"
A ben pensarci, tutto e' molto soggettivo. Quando volevo scrivere e non potevo e se lo facevo era di fretta, nei tempi rubati al dovere, era tutto un turbinio di idee che si accalcavano nella mente, pronte per essere espresse. Mi ci mancava solo il numero da dare ad ognuna, come in fila dal salumiere.
Ogni momento di pausa, anche al bagno, era un attimo da dedicare alla fantasia e smaniavo di vederla scritta, raccontata, per leggerla e rileggerla e ancora per fantasticarci sopra.
E poi, che dire della vana ricerca del mio libro perfetto. Libro che non trovero' mai. Allmeno sinche' non lo scrivero' io.
Qualcuno storcera' il naso. La prima
a farlo sono io. Detrattrice come me, nei miei confronti vi assicuro non vi e' nessuno.
Quindi, e qui spero di dare una conclusione alla cosa perche' mi scappa la pipi' ma voglio finire prima...  anzi no vado che e' meglio...
Faro' felice piu' di uno, oppure rattristero' gli stessi. Tamto, io qui... ci torno.
"And they questioned her, asking her what had befallen her. And she told them how in the dark-what-the-hell she had lost her way. And had wondered many times, till, torn and bleddin' she had lain her down to die, or to pie..."

GiselleB. che fa la sborona con l'inglese... tie'!









GiselleB @ 21:00 | commenti (17)(popup) | commenti (17)



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