Ho fatto sesso al cinema, con uno che non conoscevo neppure. Era un'estate caldissima, quella del 2002 e per trovare un po' di frescura, pensai di andare in una sala cinematografica dove almeno per un paio d'ore l'aria condizionata mi avvrebbe rinfrescata. Il film era "Monsoon Wedding", carino di un regista indi (non ricordo il nome). Indossavo un top, quel modello che si allaccia dietro il collo e che lascia le spalle e la schiena scoperta e una gonna corta ma molto ampia. Il cinema era semideserto, anche perche' era il primo pomeriggio di un fine luglio e in molti avevano preferito partire per il mare. Decisi di sedermi nel centro della sala dove la visuale e' migliore e non volevo avere nessuno davanti. Ad un certo punto, mentre iniziavo a godermi il film, percepii un lieve soffio alla schiena: qualcuno posto alle mie spalle mi stava procurando i brividi alitando sulla mia pelle nuda. Non reagii. Mi piaceva e avrei voluto che quel qualcuno continuasse all'infinito. Andammo avanti cosi' per almeno una mezz'ora, mezz'ora in cui mi illanguidivo sempre di piu', e le pause in cui lui non soffiava mi parevano interminabili. Ad un certo punto sentii alle mie spalle dei movimenti, si stava avvicinando: e ora erano le sue labbra che sentivo sul mio collo mentre le sue mani mi palpavano il seno. Dovevo vederlo in faccia, mi voltai e incontrai il volto di un ragazzo, non bello, molto scuro e chissa' perche' pensai fosse sardo. Mi sorrise, i suoi denti erano perfetti, bianchissimi e continuando a sorridere abbasso' lo sguardo verso la patta dei pantaloni che era aperta su di un membro in erezione. Abbandonai la mia poltrona e mi accomodai accanto a lui. Ero gia' molto eccitata e sedendomi alzai la gonna spostando le mutandine a lato, dove lui subito insinuo' la sua mano iniziando a palpeggiare e titillare. Io ricambiavo le sue carezze stringendo quel suo bell' affare, menandoglielo ora forte ora piu' lievemente, scendendo ad accarezzare i testicoli. Il film era quasi alla fine, alcune persone si stavano alzando per andarsene. Ci fermammo, anche per guardarci intorno e valutare la situazione. La sala era quasi vuota, a eccezione di qualcuno davanti a noi. Nel frattempo il ragazzo si era messo il preservativo, gusto fragola... il mio preferito, un invito evidente ad accoglierlo nella mia bocca. La mia eccitazione, anche a causa della situazione davvero al limite della decenza, era al culmine della sopportazione. Lui continuava ad insinuare le sue dita dentro di me, entrando e uscendo, sfiorandomi, pizzicandomi, penetrandomi contemporaneamente anche dietro e spargendo i miei umori sui mie glutei che nella penombra del cinema vedevo perfettamente tondi e lucidi... Le mie labbra si fecero sempre piu' ardite, succhiandolo e menadoglielo, leccandolo e ingoiandolo sin quando sentii che stava per venire, e... Lui mi blocco' di scatto e afferrandomi e girandomi contemporaneamente mi fece sedere su di lui. La sua penetrazione era lenta, cadenzata, quasi estenuante. Trattenevo a fatica i miei gemiti, mentre le mie dita si afferravano alla poltrona davanti. Le mie gambe chiuse tra le sue aperte, potevo sentire lo sfregamento dei suoi testicoli contro di me. Venni. Sentivo il mio miele sgorgare, bagnarmi le cosce, mentre i suoi fendenti iniziavano ad essere piu' spasmodici continuando ad elargirmi un ininterrotto ed intenso piacere, che culmino' in un affondo che quasi mi lacero' il ventre...
Forse avevamo fatto un po' troppo rumore, perche' mentre mi sistemavo e scorrevano i titoli di coda, i pochi astanti non evitavano di tirarmi delle occhiatacce che non lasciavano dubbi sui loro pensieri. Il ragazzo, mi diede un buffetto sulla guancia e mi chiese se volevo andare a bere qualcosa. Non accettai anche se morivo di sete. Ho sempre sete dopo. Restai accoccolata sulla mia poltrona del cinema, assaporando i brividi che ancora mi pervadevano. Lui si alzo' e se ne ando' in silenzio. Meglio cosi', era quello che volevo.
Forse avevamo fatto un po' troppo rumore, perche' mentre mi sistemavo e scorrevano i titoli di coda, i pochi astanti non evitavano di tirarmi delle occhiatacce che non lasciavano dubbi sui loro pensieri. Il ragazzo, mi diede un buffetto sulla guancia e mi chiese se volevo andare a bere qualcosa. Non accettai anche se morivo di sete. Ho sempre sete dopo. Restai accoccolata sulla mia poltrona del cinema, assaporando i brividi che ancora mi pervadevano. Lui si alzo' e se ne ando' in silenzio. Meglio cosi', era quello che volevo.
