Era una follia. Pura follia. Accettare di vedermi con quell'uomo conosciuto su una chat, praticamente al buio era stato un gesto impulsivo. Un impulso al quale non avevo saputo resistere. La mia dannata curiosita' e la mia innata voglia di situazioni nuove mi avevano portata davanti a quella casa. Il cielo minacciava pioggia, e nella strada le foglie si abbandonavano ad una danza che le faceva volteggiare come fossero farfalle. Il lago appariva scuro, chiuso tra i monti che a stento si riflettevano sulla sua superficie lievemente increspata. Cosa mi era piaciuto di quell'uomo? Dapprima la sua fresca simpatia, il suo essere dolce e disponibile. Poi, anche la sua immagine piacevole con un irresistibile sorriso "tutto fossette" e la sua voce dal lieve accento straniero, di gola, di maschio. Mi aveva corteggiato come se la sua fosse una missione, senza darmi tregua, cingendomi d'assedio tenedomi inchiodata davanti al monitor nella sola speranza di vederlo apparire in linea. Di comune accordo, dopo mesi di sterile eccitazione reciproca, ci eravamo dati appuntamento a casa sua. Era inutile colmarci di altre estenuanti aspettative anche solo davanti ad un aperitivo, in mezzo a gente che non sapeva nulla, che non c'interessava. Inutile continuare la danza del corteggiarsi: lo volevo.
"Il portone e' aperto, so che devo prendere la rampa di destra e salire su, sino al quinto piano. Mi fermo al terzo per riprendere fiato. Ho un po' di tensione che mi rende le gambe cedevoli, mentre sento gia' il ventre infiammarsi. Senza rendermene conto, mi ritrovo davanti alla sua porta. Ho un attimo di esitazione, poi decisa suono il campanello. Sento provenire dall'interno dei rumori, in questo attimo vorrei scappare, ma resto immobile, trattenedo il fiato, col cuore che s'arresta. Apre. E' lui. Ne riconosco il volto familiare e il suo sorriso da bambino mi vedono sospirare di sollievo, mentre mi fa accomodare sfilandomi la giacca. Continuo a guardarlo incredula di quanto sia meglio "dal vero" piuttosto che in foto. E' alto, snello, e anche lui mi scruta compiaciuto. Ci accomodiamo sul divano, la casa e' virilmente accogliente. In sottofondo una chitarra acustica spande lievi le sue note. Mi offre da bere, e i suoi occhi continuano a cercarmi. I suoi gesti sicuri m'infondono calma, e desiderio di sentire le sue mani. Sono io a prendere l'iniziativa accostandomi e cosi' facendo lascio aprire lo spacco laterale della gonna, offrendo alla sua vista la mia coscia nuda. Lui mi sorride, e lentamente le sue dita si avvicinano, sfiorandomi. Non ha fretta, e il suo caldo tocco lieve mi fa rabbrividire di piacere. Mi allungo sul divano, aprendo leggermente le gambe, abbandonando il capo all'indietro. Gli occhi socchiusi a filtrare la luce, per meglio sentire quel suo odore di uomo, le sue mani. Nell'attesa di ricevere un bacio, quel promesso bacio a bocca piena, che arriva... Umido, profondo, appassionato, sensuale."
Per la versione "grande" di questa mia immagine, visitate il blog:
http://ilcorpoamoroso.splinder.com/
"Tutta la tensione accumulata nell'ansia dell'attesa e dall'aspettativa scivola via, in un turbinio di emozioni che mi lascia letteralmente in balia dell'estasi. Non ho piu' la percezione della realta', sento solo il suo alito caldo e la sua lingua che fruga nella mia bocca, desiderosa, impaziente. Le sue braccia mi stringono, le sue mani mi cercano e io ricambio sciogliendomi al suo desiderio, che e' forte quanto il mio. Senza mai staccare le nostre bocche ci togliamo gli abiti di dosso, con la foga di chi ha atteso tanto, troppo. Sento il suo membro turgido premere contro il mio ventre, le sue mani posarsi possessive sul mio seno, le mie mani afferrare la sua virilita'. Le sue labbra succhiare i mie capezzoli, le mie labbra baciargli la nuca. Le sue gambe aprire le mie gambe. Le sue dita cercano la mia rosea carne, le mie dita gli solleticano il collo. Lo sento scivolare su di me, la sua bocca mi cerca aprendomi e la sua lingua inizia a dispensarmi dolci stilettate, in un'alternanza di leggerezza e voracita' che mi lasciano sull'orlo del piacere piu' intenso. Sento dalla mia gola uscire dei gemiti, mentre le mie mani lo trattengono quasi supllicandolo di continuare con la sua dolce tortura. Ora e' inginocchiato davanti a me, il suo viso adorante davanti alla nudita' che gli offro, senza vergogna, aperta alla sua vista, alla sua bocca, alle sue dita che mi frugano. Ed eccolo, quel calore che esplode che lento sale sino alla testa, e dalla mia gola escono urla di piacere che sgorgano nella marea che lui avidamente beve. Lo voglio, lo desidero sentire dentro. Si alza e poi si posa su di me con quella sua virilita' tra le mani, che lentamente affonda nella mia carne, che e' gia' pronta ad accoglierlo, pronta a fremere ad ogni suo fendente, pronta a godere. Sento il mio piacere sgorgare, bagnarmi ad ogni affondo, sento l'urgenza della sua estasi sempre piu' forte, sempre piu' a volermi fare sua. E sono completamente sua, inconsapevole, abbandonata, in balia dell'emozione di essere posseduta. Solo noi, e i nostri corpi avvinghiati a cercare, a dare. Lo sento esitare per poi accellerare i movimenti sino allo spasimo finale, dentro di me. E cosi' restiamo, abbracciati, abbandonati, appagati. Non parliamo, ascoltiamo i nostri respiri calmarsi, il sudore dei nostri corpi raffreddarsi. Non oso muovermi mentre sento che ti stai assopendo, come un bimbo sul mio seno. Con le labbra ti sfioro la fronte e penso: " anche se non e' amore e' comunque qualcosa di molto bello."
