Accosti la macchina, siamo arrivati davanti ad una casa che non conosco, e' la tua. Gentile mi apri apri lo sportello, e mi porgi il braccio. Fai bene. La stanchezza che mi avvolge e' incredibilmente insistente.
"Ho bisogno di un caffe'... ora sono esattamente ventiquattro ore che sono in piedi."
Tu guardi l'orologio scoprendo il polso, poi mentre ti dirigi verso la cucina, ti sento dire "Ma perche' ti sei alzata alle quattro? Che lavoro fai?"
Gia'. Lui non sa nulla di me e della mia vita. Crollo letteralmente sul divano di pelle, che profuma di cuoio, di uomo, di buono... e alzando leggermente la voce, con sforzo, ti spiego che non e' il lavoro che mi ha fatta levare presto, ma il mio dovere di figlia.
"Ho accompagnato mia madre all'aeroporto. Il suo volo partiva alle cinque..."
Ti affacci sulla porta, mi guardi "Il caffe' arriva tra un secondo. Zucchero? Quanto?"
"Niente zucchero, grazie."
Premuroso ti siedi accanto a me, poi mi porgi la tazzina. Adoro guardare i tuoi modi sicuri. Sicuri e garbati. Adoro le tue mani, forti e delicate, grandi con le dita affusolate, da musicista. Ti togli gli occhiali, altrimenti il vapore del caffe' li appanna, e azioni lo stereo. La musica... eccola ancora invadere la mia essenza d'anima sensibile. Un blues dalle note ammiccanti, suadenti pervade lieve la stanza. Mi rilasso completamente abbandonando il capo contro il morbido schienale del divano. Chiudo gli occhi. Ti sento muovere accanto a me, mi sfili le scarpe, e con le tua belle mani inizi a massaggiare con metodo i miei piedi.
"Oddio, se continui cosi' io crollo... e non mi svegli neppure con le cannonate!" Ti dico sorridendo, senza riuscire ad alzare le palpebre che sembrano incollate.
"E tu dormi! Quello che voglio da te, lo posso avere anche cosi'..."
Apro un occhio, e ti guardo incuriosita.
"Davvero? E che potresti fare con me addormentata?"
Taci, ti alzi, mi alzi la gonna e sfili le mutandine. Io rimango cosi' in balia di te, che mi usi come fossi una cosa inanimata. Sento le mie labbra piegarsi in un sorriso, tengo gli occhi chiusi, la musica, i profumi di cuoio e caffe' mi fanno lievitare in questa mia stanchezza che e' l'abbandono totale.
"Apri un po' le gambe, lascia che possa ammirarti nella tua piu' intima bellezza..."
Scivolo col sedere un po' in avanti verso di te, il cuoio del divano contro la mia pelle nuda si appiccica, scricchiola umido senza attrito. Sollevo leggermente il bacino, occhi chiusi, e sento il calore del tuo alito sfiorare la mia carne fresca, esposta ai tuoi sguardi che non vedo. Non dormo, ma sono in una specie di limbo in cui ogni percezione e' amplificata dalla cecita'. Il mio corpo e' completamente abbandonato, rilassato, sereno non s'aspetta nulla se non le tue attenzioni.
Sento una lieve pressione dal clitoride premuto, forse da un dito un po' freddo, un po' rigido...
"No. Non puo' essere un dito... e' qualcosa di piu' duro, forse metallico... O... non so... ma non importa, e' piacevole." Penso, non permettendo alla mia curiosita' di farmi aprire gli occhi, perche' e' bello non sapere. Eccita e stimola la mia fantasia, che non e' sopita, ma vigila per me guardinga e preparandomi ad altre aspettative.
under costruction...
"Ho bisogno di un caffe'... ora sono esattamente ventiquattro ore che sono in piedi."
Tu guardi l'orologio scoprendo il polso, poi mentre ti dirigi verso la cucina, ti sento dire "Ma perche' ti sei alzata alle quattro? Che lavoro fai?"
Gia'. Lui non sa nulla di me e della mia vita. Crollo letteralmente sul divano di pelle, che profuma di cuoio, di uomo, di buono... e alzando leggermente la voce, con sforzo, ti spiego che non e' il lavoro che mi ha fatta levare presto, ma il mio dovere di figlia.
"Ho accompagnato mia madre all'aeroporto. Il suo volo partiva alle cinque..."
Ti affacci sulla porta, mi guardi "Il caffe' arriva tra un secondo. Zucchero? Quanto?"
"Niente zucchero, grazie."
Premuroso ti siedi accanto a me, poi mi porgi la tazzina. Adoro guardare i tuoi modi sicuri. Sicuri e garbati. Adoro le tue mani, forti e delicate, grandi con le dita affusolate, da musicista. Ti togli gli occhiali, altrimenti il vapore del caffe' li appanna, e azioni lo stereo. La musica... eccola ancora invadere la mia essenza d'anima sensibile. Un blues dalle note ammiccanti, suadenti pervade lieve la stanza. Mi rilasso completamente abbandonando il capo contro il morbido schienale del divano. Chiudo gli occhi. Ti sento muovere accanto a me, mi sfili le scarpe, e con le tua belle mani inizi a massaggiare con metodo i miei piedi.
"Oddio, se continui cosi' io crollo... e non mi svegli neppure con le cannonate!" Ti dico sorridendo, senza riuscire ad alzare le palpebre che sembrano incollate.
"E tu dormi! Quello che voglio da te, lo posso avere anche cosi'..."
Apro un occhio, e ti guardo incuriosita.
"Davvero? E che potresti fare con me addormentata?"
Taci, ti alzi, mi alzi la gonna e sfili le mutandine. Io rimango cosi' in balia di te, che mi usi come fossi una cosa inanimata. Sento le mie labbra piegarsi in un sorriso, tengo gli occhi chiusi, la musica, i profumi di cuoio e caffe' mi fanno lievitare in questa mia stanchezza che e' l'abbandono totale.
"Apri un po' le gambe, lascia che possa ammirarti nella tua piu' intima bellezza..."
Scivolo col sedere un po' in avanti verso di te, il cuoio del divano contro la mia pelle nuda si appiccica, scricchiola umido senza attrito. Sollevo leggermente il bacino, occhi chiusi, e sento il calore del tuo alito sfiorare la mia carne fresca, esposta ai tuoi sguardi che non vedo. Non dormo, ma sono in una specie di limbo in cui ogni percezione e' amplificata dalla cecita'. Il mio corpo e' completamente abbandonato, rilassato, sereno non s'aspetta nulla se non le tue attenzioni.
Sento una lieve pressione dal clitoride premuto, forse da un dito un po' freddo, un po' rigido...
"No. Non puo' essere un dito... e' qualcosa di piu' duro, forse metallico... O... non so... ma non importa, e' piacevole." Penso, non permettendo alla mia curiosita' di farmi aprire gli occhi, perche' e' bello non sapere. Eccita e stimola la mia fantasia, che non e' sopita, ma vigila per me guardinga e preparandomi ad altre aspettative.
under costruction...












