"Hai visto che in quelle foto le donne si baciano? Chissa' com'e' tra ragazze...? Proviamo?" E senza darmi il tempo di rispondere appoggio' la bocca sulla mia. Sentivo la sua lingua sulle mie labbra serrate, che si' insomma, mi faceva un po' schifo baciare con la lingua e la saliva che lasciava bagnato. "Ma dai! Ma non sei ancora capace di baciare? Ma con Lello cosa fai, vi date ancora i bacetti come all'asilo?"
"Lello non e' il mio ragazzo! Io non voglio avere nessun ragazzo, che poi faccio la fine dell'Elena che a tredici anni e' fidanzata con quel coglione terrone che la fa stare chiusa in casa, ed esce solo per andare a Messa e con lui! Cavolo, i maschi..." Allora, mia sorella si sfilo' la camicia da notte, e si distese nuda su di me. Sentivo le sue tettine premere contro le mie, e un languore pervadermi tra le gambe che automaticamente serrai, e iniziai a strofinarmi con la mano. Lei faceva lo stesso. Mi piaceva sentire il peso del suo corpo, i suoi movimenti, il suo respiro che come il mio diventava sempre piu' affannoso, e senza volerlo questa volta le nostre labbra si incontrarono e io mi lasciai andare ad un bellissimo bacio con la lingua. E mi lasciai andare a quella lingua che impertinente si poso' sui miei capezzoli che turgidi parevano non attendere altro. L'orgasmo della masturbazione lo conoscevo bene e lo sentivo prossimo. Pero' poi sapevo anche che sarei stata pervasa da una strana sensazione, di fastidio che mi faceva dormire sonni inquieti. Non lo volevo. Volevo gustare ancora quel sottile e diverso piacere che provavo, dei miei seni baciati e del contemporaneo strusciarsi dei nostri giovani corpi. Chiesi a mia sorella di mettersi cavalcioni su di me, in modo che il suo sesso si sfregasse contro i miei capezzoli mentre le mie mani erano libere di toccarla e di toccarmi. Rimandai l'orgasmo piu' e piu' volte sin quando mi sentii morire e i miei gemiti si mescolarono a quelli di lei che sopra di me si muoveva sbattendosi forte contro il mio petto che sentivo esplodere dal turgore e dal dolore.
La stanza di mamma e papa' era abbastanza lontana, al piano di sotto mentre quella di nostro fratello era allo stesso piano e ci accorgemmo solo quando i nostri respiri ritornarono normali della sua presenza. Era immobile sulla porta. Il riverbero della luce della strada era sufficiente perche' lui potesse aver visto quello che avevamo fatto. "Ma siete delle pervertite! Lesbiche, lesbiche, lesbicheee! Domani lo racconto a quelli del gruppo... A meno che... Se mi date tutti i numero uno dei Super Eroi della Marvel, piu' tutti i soldi che avete, giuro che non lo dico a nessuno! Giurin giurello, che piscio sull'obrello, se lo dico!" Bastardo... Non potevo neanche dirlo, anche se lo pensavo perche' sapevo che poi voleva dire che mia madre era una puttana, e lei non la era di certo. Mia sorella da sotto le lenzuola si rimise la camicia da notte accese l'abat-jour, quindi tiro' fuori la scatola che teneva dentro l'armadio che sapevo contenere tutte le cose a cui teneva di piu' e ne estrasse un paio di giornalini un po' gualciti e il suo borsellino.
"Cinquemila lire, e' tutto quello che ho, e i due numero uno di Hulk e Dare Devil... Ma se ti scappa anche solo una parola, me li ridai indietro!"
Quindi mio fratello si giro' verso di me in attesa. Non mi mossi. Lo guardavo e sapevo che i miei occhi trasmettevano tutto l'odio che provavo nei suoi confronti in quel momento.
"Io non ti do' proprio un bel cazzo di niente! Non me ne frega se vai a dire a tutti i ragazzi che mi hai vista scopare con la Nilde. E se poi lo dici, io diro' che tu vai di nascosto nel pollaio e ti fai le pugnette mentre guardi il giornale porno, senza dirlo a Roberto... Ti ho seguito oggi, ti ho visto coglione che non sei altro. Quindi, accontentati di quello che hai e piantala. Buona notte, ho sonno."
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