E' una serata di lavoro diplomatica. Io accompagno una comitiva di interessati cinesi, tu invece ti muovi sicuro nella discussione con alti uomini teutonici. Siamo insieme anche se ognuno di noi ha ruoli diversi. Ci incontriamo per un attimo al buffet, mi strizzi l'occhio e mi dici che sono bellissima, ci sfioriamo le mani mentre scegliamo lo stesso salatino. Un brivido intenso mi perorre la schiena. Ti cerco con lo sguardo e trovo il tuo sorriso complice. Mi giro e distrattamente appoggio il mio sedere contro la tua virilita'. E' un attimo e poi sono attirata nel vortice delle parole dei miei ospiti, e mi allontano. Ci ritroviamo al tavolo, io ti sono davanti e coi piedi ti faccio sentire quanto vorrei essere piu' vicina. Frasi informali, discorsi distaccati e tu che colmi il mio bicchiere. E' una scusa per toccare le mie dita con le tue, e' una scusa per appoggiare i tuoi occhi sul mio seno e sulla morbida curva delle spalle. La cena e' lunga, la testa mi gira lievemente, ho bisogno di muovermi e mi avvio al giardino artificiale che sta' all'interno del salone. Sento un rumore alle mie spalle, mi giro nella speranza di vederti, ma non sei tu. E' un inserviente che mi si affanna intorno chiedendomi se va tutto bene, ma'am...
Ho desiderio di te, delle tue mani, del tuo calore, del tuo respiro sul mio collo, dei tuoi baci, della tua voce suadente, del tuo odore. Ti voglio come non mai, e la serata e' ancora lunga e mi sento avvampare di desiderio. Rientro nel salone e tu sei in piedi, cosi' virile nel tuo smoking mentre parli sicuro e tutti seguono interessati i tuoi discorsi. Ti amo forte. E sento il mio ventre animarsi, mosso dal piacere di guardarti, dall'attesa che portera' a sensazioni mai provate. Incroci il mio sguardo, educato chiedi scusa e deciso ti avvicini. Mi sfiori il braccio, le tue labbra si muovono e mi dici in un sussurro di raggiungerti nell'atrio. Ti seguo rimanendo leggermente indietro. Seguo la scia del tuo profumo che ho comprato durante il mio ultimo viaggio e che ti ho donato. Ti avvicini ad un vaso colmo di fiori, ne prendi uno, una splendida rosa rossa, e me la porgi con un lieve inchino. Non resisto. Devo stringerti forte a me e baciarti. I receptionist, ci guardano sorridendo complici da dietro l'alto banco. Mi sento sciogliere tra le tue braccia, e ti desidero tanto. Ma ora non e' ancora il momento. La diplomazia di questa serata che ci e' stata regalata e rubata, insieme per una volta ma ognuno nel suo ruolo, ci riallontana. Ho il tuo sapore sulla bocca, e sorrido di piacere celandomi dietro la rosa mentre rientro e trovo i miei cinesi in attesa. Sorrido e fremo al pensiero di quello, che comunque inevitabilmente, tra poco accadra'. Io e te, finalmente soli.


