Settima e ultima Parte
Si incontrarono il pomeriggio. Lui la porto' al lago, e camminando mano nella mano rivissero nel silenzio l'emozione del loro primo incontro.Poi davanti all'immobilita' dell'aria sciolta nella bruma lacustre, Paola estrasse dalla borsetta una busta. Esitante la porse a Diego
- "Cos'e'?" - le chiese aprendola e sorridendo. Poi quello stesso sorriso si spense dissolvendosi in una terribile smorfia, quasi disgustata.
- "Soldi? Paola, perche'?"
- "Non e' questa la prassi? Per la tua prestazione di questa notte."
La mano di lui si serro' sulla busta - "Perche' fai questo? Perche'? - era furente - "Riprenditi subito i tuoi soldi!" - i suoi grandi occhi scuri mandavano lampi.
Lei sussuro' - "Scusa" - e tenendo chino lo sguardo rimise la busta col suo contenuto nella borsetta.
La tensione era palpabile tra loro e prima di salutarsi sotto casa di lei, lui pallido e teso l'affronto'.
- "Per chi mi hai preso? Eravamo amici... poi piu' che amici, amanti. Ma nonostante questo, tu pensi che io sia un uomo in vendita... un individuo che vive sulle spalle delle donne... uno spregevole ballerino in affitto..."
- "No, no..." - Diego non tenne in nessun conto la flebile protesta di lei, e con il volto stravolto rincalzo' - "Si' che lo pensi. Ebbene, e' vero!"
Paola silenziosa si volse a guardarlo consapevole di sentire la nota e dolorosa verita'.
- "E' vero. Il dottor Saga mi aveva dato l'incarico di farti divertire, di farti dimenticare della trascuratezza di tuo marito. Spregevole, eh?"
- "Perche' mi dici queste cose? - chiese lei.
- "Perche' ho chiuso... non posso continuare... non con te. Tu sei il tipo di donna di cui ci s'innamora, di cui potrei fidarmi e ti adorerei teneramente. E non te lo dico perche' fa parte del gioco." - Paola gli si fece piu' vicina e lui le prese le mani tra le sue.
- "Ti dimostrero' che non e' cosi'. Me ne vado, per te... sparisco. Per te cerchero' di cambiare e trasformare la disgustosa creatura che sono in un uomo."
Improvvisamente la prese tra le braccia. La sua bocca si avvicino' a quella di lei congiungendosi in un disperato bacio. Poi la lascio' andare.
- "Ti dimostrero' che sono cambiato. Che mi hai fatto cambiare." - pronuncio' drammatico - "Ti ricordi che mi hai detto che ti diverte leggere gli annunci economici e personali sui quotidiani? Bene... in questo stesso giorno, ogni anno ci troverai un messaggio da parte mia per dirti, che non ti ho dimenticata e che segretamente sei diventata e rimasta speciale. Allora capirai che cosa hai significato per me... e cosa continuerai a significare."
Quindi, si sfilo' dal mignolo un semplice anello d'oro. - "Era di mia madre. E' giusto che lo tenga tu." - Quindi la aiuto' a scendere dalla macchina e la lascio' li, sbalordita con la vera in mano e il suono della sua amata voce che le diceva addio.
Quella sera Eugenio rincaso' presto e trovo' Paola che fissava il nulla oltre la finestra della cucina. Lo sguardo vuoto e lontano e la voce dolce ma assente, gli rispondeva meccanicamente.
- "Potremmo andarcene da qualche parte se ne hai voglia, magari in riviera. E' da tanto che non ci andiamo." - Suggeri' timidamente il marito.
- "Non ti preoccupare per me. Non ho bisogno di nulla. " - Rispose laconica Paola.
Povero, vecchio Eugenio... le faceva quasi pena, era cosi' patetico e nella sua esistenza non c'era nulla di paragonabile al segreto splendore che ravvivava la sua: sarebbe stato un grande amore senza fine, a cui aveva rinunciato solo per amore.
Gli sorrise teneramente, mentre nella sua mente il volto di Diego si dileguava e rigirava sfiorandolo possessiva l'anello.
- "Eugenio, fammi sognare!" -
Il dottr Saga stava parlando con la sua segretaria. - "Conto intrattenimenti?"
- "Duemila euro..."
Improvvisamente la porta dell'ufficio si spalanco' ed entro' Diego visibilmente di cattivo umore.
- "Oh, buongiorno caro" - disse il dottore - "E' andato tutto bene a quanto pare."
- "Credo di si'... le ho dato l'anello su cui ho fatto incidere il nome di mia madre, Lucia."
- "Ottimo. E, il testo dell'inserzione?"
- "Ricordo sempre. Sii felice. Diego."
Saga inarco' pensieroso un sopracciglio mentre veloce digitava dei numeri sulla tastiera del suo portatile.
- "Dunque... vediamo. Duemila euro di spese d'intrattenimento, quindi abbiamo un margine di guadagno di circa seimila euro. Si', direi che per una decina d'anni quell'annuncio si puo' ripeterere... adeguato, assolutamente perfetto. Giulia, per favore, prenda nota e si ricordi della data. Grazie. Si puo' accomodare di la'."
Quando la segretaria se ne fu andata, Saga rilassandosi nella sua comoda poltrona e incrociando le mani sul suo prominente ventre, si rivolse diretto a Diego.
- "Che accade? Non mi pare tu sia soddisfatto..."
- "Senta," - sbotto' l'uomo - "non mi piace! E' una cosa schifosa quello di giocare coi sentimenti degli altri!"
Il dottor Saga, si sfilo' gli occhiali, li controllo' in controluce e lentamente prese a pulirli. Ricontrollo' il risultato e soddisfatto li pose accanto al portatile, e osservo' Diego con una sorta di interesse scientifico.
- "Non mi risulta che la tua coscienza ti abbia mai, ehem... disturbato durante la tua longeva e notoria carriera di mercenario d'amore."
- "Be', inizio a vedere le cose in un altro modo... e sono stanco di essere paragonato ad un fallo finto, solo per sviare l'attenzione di qualche marito distratto che trascura la moglie!"
Saga parlo' con un tono di voce da insegnante che ammonisce il suo alunno prediletto, seriamente impensierito dal suo moto ribelle.
- "Diego, Diego, Diego... hai compiuto un'azione generosa e meritoria. Ogni donna ha bisogno di un'avventura romantica da cui attingere, come da un'ampolla di essenze, un paio di gocce da porre dietro i lobi e rivisitare nel corso degli anni venturi. Un'avventura giust'appunto... non un amore lacerante. Conosco la natura umana, so quello che dico e Paola di questo episodio si nutrira' per anni ed anni e solo il rievocarlo la rendera' felice." - Il dottor Saga s'interruppe, per tossire e schiarisrsi la voce - "Se tu avessi continuato, saresti divenuto l'amante, il segreto da vivere con sensi di colpa e dolore... e sarebbe finita malamente."
- "Io, iniziavo ad amarla. E tutto questo non mi piace." - Replico' Diego prima di voltarsi per andarsene.
Rimasto solo Saga, apri' un cassetto della scrivania e ne estrasse un fallo finto. Quindi osservandolo e rigirandolo davanti a se' studiandolo, penso' ad alta voce:
- "Interessante! Un incallito gigolo' con ingombranti tracce di coscienza... devo analizzarne gli sviluppi, per le mie statistiche." - Ripose l'oggetto nel cassetto. Premette il pulsante dell'interfono.
- "Giulia, la prego. Mi porti il fascicolo numero 318 e fissi l'appuntamento con la signora Cerutti per le quattordici. Grazie."
Fine...?
GiselleB @ 10:47 | commenti (65)(popup) | commenti (65)
- "Un cazzo finto?" - Lo stupore di Eugenio si manifesto' in quella esclamazione detta ad alta voce. - "Ma che diavolo, Paola!" - Gli sembrava assurdo che sua moglie potesse avere bisogno di quel giocattolo. Eppure, lui stesso ad Amburgo ne aveva comprato uno simile ad Elena, insaziabile e smaniosa di avere sempre di piu'. Come se l'essere cresciuta nelle privazioni della guerra civile le concedesse ora il diritto di ottenere tutto. Certo, tutto quello che poteva permettersi il ricco, vecchio amante del momento. Non si era mai illuso sull'effimerita' dei sentimenti della ragazza. Carne fresca da godere, da cui attingere nuove energie.

.jpg)











