Mammamia! Che fatica stamane alzarsi, come che fatica ieri sera addormentarmi. Il mio corpo si ribella e non si lascia convincere da quello che appare sul display della radiosveglia. Dice: "Non sono le sette! Guarda che l'orologio si sbaglia! Io ho ancora troppo sonno!"
Cavolo, quanto vorrei dirgli: "hai ragione", invece con uno sforzo sovrumano, che mi fa sentire superman davanti alla kriptonite riesco a mettere le gambe fuori dal letto.
Brrr... fa pure freschino. Ieri sera non ho acceso il riscaldamento perche' avevo il calore del sole della giornata trascorsa all'aria aperta ancora sulla pelle, ma ora sento solo la punta del naso che si gela.
Metto il termoventilatore al massimo in bagno, e mi preparo un doppio caffe' extrastrong. Mi ci vuole tutto.
Bevanda e doccia calda mi riscaldano come pure un'energica frizione di crema tonificante al monoi e lime dei Caraibi, dove vorrei essere...
Mi sento pronta ad affrontare questa giornata, che e' pure lunedi'.
Il cielo e' ancora scuretto, e' pure nuvolo - che tristezza - e mi avvio a piedi verso l'ufficio. Pero' accidenti, non c'e' quasi nessuno per strada, che strano... sara' che in molti avranno dato retta all'orologio biologico, piuttosto che alla sveglia.
Il panettiere che parte con il suo carico fragrante sul piccolo rimorchio dell'ape mi da' il suo buongiorno, ma mi guarda pure con una faccia un po' strana - "Mattiniera stamane, neh?" - ridacchia e sparisce nell'abitacolo.
Apro la saracinesca col comando elettrico, pure lui sente il lunedi' e s'inceppa un paio di volte. Faccio mente locale di chiamare l'elettricista in mattinata.
Devo accendere tutte le luci, e' buio, mi ero abituata male in questi ultimi giorni in cui il primo raggio di sole filtrava dalle finestre quasi abbagliandomi.
Vabbe', ancora un paio di settimane e l'alba si anticipera'.
Pero' che strano... c'e' troppa pace. Di solito il lunedi' mattina (e pure tutti gli altri giorni lavorativi) e' scandito dal rumore della strada e del rione che si mobilita per l'attivita' quotidiana.
Accendo la radio. Cavolo non c'e' neppure il solito conduttore che con le sue battute e la sua musica mi allieta mentre organizzo il lavoro. Pure quello dorme!
Poi, una voce che esce dalle casse, dopo un cicalino dice l'ora esatta:
- "Buongiorno! Sono le sette." -
- Ma come le sette? Sono le otto... Ma che dicono? -
Mi sento un po' smarrita. Cerco il cellulare che, come al solito e' finito sotto a tutto l'impossibile che una donna puo' tenere in una borsetta, lo trovo e leggo sul display l'ora che so per certo di avere sistemato la notte tra sabato e domenica e dice:
- 7.01 -
Poi vedo anche il segnalino di un messaggio non letto. Lo apro:
- "Ciao tesoro. Ti ho messo la radio sveglia a posto. Che sbadata sei! Bacio" -
Quindi ieri ho messo l'ora legale quando lui, l'aveva gia' messa. Quindi mi sono alzata alle cinque, cioe' alle sei, anche se di solito mi alzo alle sette...
Ma che casino!
GiselleB @ 12:07 | commenti (55)(popup) | commenti (55)
Saga con il solito piglio professionale spiegava e dimostrava basandosi sulle sue ricerche di statistica, di quante donne fossero vittime della frustazione del proprio uomo. E per quanto fossero realizzati o in piena carriera, ad un certo punto perdevano di vista il loro reale obiettivo cedendo alla paura di non avere ottenuto abbastanza. Divenivano quindi facili prede di persone arriviste e senza scrupoli, abbandonando il loro posto in seno alla famiglia per rincorrere effimere, dispendiose chimere.
Oggi a dispetto del calendario, e' una splendida giornata di primavera. Il sole e' tiepido sin dal mattino e gli uccellini svolazzano intonando i loro canti d'amore: si corteggiano e presto i nidi si riempiranno di pigolii e andirivieni di genitori indaffarati.











