Devo scrivere. Voglio scrivere. Ho voglia di scrivere. Scrivo perche' mi piace rileggermi. Quando mi leggo spesso mi stupisco di quello che ho scritto. Scrivere e' diverso dal parlare. Parlando le parole vanno perse, scrivendo le parole rimangono li`, a disposizione. Non sempre e' piacevole rileggersi; a volte capita di essere troppo umorali di agire sotto l'impulso dell'impazienza... segno tangibile che ferma un momento non idilliaco, un errore, un pensiero negativo. Pazienza, mi dico, da questo imparero' qualcosa.
Ho sempre scritto, sin da piccola, sul diario che mi fu regalato per il mio settimo compleanno. E quando non scrivevo sul mio diario imbrattavo il retro delle copertine dei quaderni o dei libri, il banco di scuola, i muri dietro casa accanto al pollaio... inventavo parole e le usavo. Erano parole che per me avevano un suono magico: scilimpazza, miridenia, scrapanzana, abatata... tante purtroppo non le ricordo piu'.
Il bello delle mie parole inventate e' che comunque le usassi, in qualsiasi contesto andavano bene. Qualche mio vero amico e la mia amichetta del cuore in particolare, conoscevano questa bizzarria e spesso li lasciavo entrare nel gioco e insieme inventavamo altre parole. Non esisteva nessuna regola, l'importante era che suonassero bene. E perche' cio' avvenisse andavamo a provarle in un posto che per noi era speciale se non fatato.
Dietro il cimitero che si trovava nella zona piu' periferica del paesino in cui abitavo, vi scorreva un piccolo ruscello. Questo ruscello scaturiva da una fonte di acqua sulfurea e il suo lento incedere verso valle aveva scavato nel corso dei millenni la roccia, creando una gola abbastanza profonda.
Le nostre parole, anche se non urlate rimbalzavano su quelle rocce. Non so spiegarmi ancora adesso perche', eppure alcune non funzionavano perche' l'eco non rispondeva. Altre venivano ripetute esattamente come le pronunciavamo. Quelle erano le parole che andavano bene. Chiaramente era un gioco piuttosto settario.
I bambini spesso sono cattivi, poi crescendo imparano la bonta'. Pero' la cattiveria nei bimbi e' senza malizia, istintiva. Quindi escludevamo dal nostro gioco quelli che non ci andavano a genio... a volte era anche una piccola vendetta nei confronti di chi ci aveva canzonato o a sua volta escluso.
Purtroppo c'erano i grandi. La maestra non apprezzava questi guizzi fantasiosi. I miei pensierini non le piacevano.
Ricordo che una volta alla viglilia della festa della mamma diede per compito la composizione di 10 frasi con l'obbligo di usare certi aggettivi, naturalmente tutti riferiti ai meriti di nostra madre. Io invece ad un certo punto, complice anche la monotonia delle frasi, usai le mie particolari paroline: "La mia mamma e' molto abatata: ha gli occhi neri, i capelli ricci; fa bene da miridenia e quando fa i lavori di casa canta come una scilimpazza e a me scrapanzana tanto!" Assolutamente non le piacquero. Non solo. Convoco' i miei genitori e trasmise loro la sua preoccupazione per questa mia "stranezza", perche' insomma non era possibile che una bimba di quasi otto anni continuasse ad esprimersi con balbettii e parole senza senso!
Cosi' lentamente fui privata, anzi e' meglio dire, corretta dall'usare quella terminologia incantata. Questo pero' avveniva solo ufficialmente coi grandi. Per parecchio tempo ho continuato con i miei amici a trovare parole che "funzionvano dal ruscello" e che puntualmente annotavo sul mio diario. Poi, i miei decisero di cambiare casa, paese, regione... Nel trasloco che avvenne durante le vacanze estive mentre noi bimbi eravamo al mare coi nonni, persi il mio diario, e con esso tante piccole, assurde, bizzarre ma magiche parole.
NdA: Come avrete notato e' da un po' che non scrivo racconti erotici, per vari motivi miei che non sto qui a dire, ma che mi metterebbero a disagio. Con questo non voglio enunciare che non lo faro' piu', certo che no. Piuttosto intendo prendermi una piccola pausa, anche per trovare nuove argomentazioni e provare nuove emozioni. Per chi mi segue da tempo e pure per chi e' nuovo, quindi rinnovo l'appuntamento.
Prossimamente qui, in questo blog, direttamente sul vostro monitor, GiselleB "Back in action!"