lunedì, 24 dicembre 2007 | in :







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Buon Natale a tutti da GiselleB




GiselleB @ 11:33 | commenti (50)(popup) | commenti (50)
venerdì, 21 dicembre 2007 | in : varie, racconti, favole, natale, esercizi di scrittura, racconti di natale



Lo avete voluto voi... io vi accontento con piacere. Ecco una fiaba di Natale che ho scritto un po' demenziale, molto irreale, per bimbi piccini e bimbi grandini. Buon divertimento!



C'era la Cera Che Formaggio Non Era


Parte Prima

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belloalbero-1C'era una volta un topino, tutto grigio e piccolino, che aveva un lunghissimo codino. Come tutti i cuccioli era molto curioso, amava giocare e gironzolare alla scoperta di cose e posti nuovi. La sua saggia mamma temeva che prima o poi si sarebbe cacciato in grossi guai, e si raccomandava di non allontanarsi troppo.
La loro casetta stava vicino ad un grande prato al di la' del quale vi era una grossa costruzione con un grande comignolo che fumava sempre e il piccolo topino - lo chiameremo Codino - che era davvero tanto curioso, voleva scoprire il perche'.
Un giorno in cui la sua mamma si era allontanata per andare a trovare una vicina di casa che era influenzata, Codino ne approfitto' per addentrarsi nella grande costruzione. Questa era una fabbrica di candele, ed essendo quello il periodo vicino alle festivita' natalizie c'era un gran fermento di operai che stando intorno a calderoni fumanti, mescolavano la bianca cera.
Codino che non conosceva quasi nulla del mondo, penso' si trattasse di formaggio e con l'acquolina in bocca, se ne stette nascosto in un buchetto sinche' anche l'ultimo lavorante non se ne fu andato. Quindi sbuco' fuori e lesto si arrampico' sino al bordo di un calderone. Faceva un bel calduccio finalmente, e col nasino annusava i vapori cercando di capire di quale tipo di formaggio si potesse trattare.
Per sentire meglio il profumo si sporse ancora un po', ma il bordo era scivoloso tanto che Codino cadde dentro il calderone.
Il giorno dopo, l'operaio addetto alla creazione di candele artistiche, noto' la bella palletta di cera tonda tonda, con uno stoppino lungo lungo, che galleggiava gia' bell 'e pronta sulla cera. Soddisfatto e per nulla stupito la prese e la mise insieme alle altre che erano destinate ai negozi.
Codino incerato e con un bel fiocco rosso se ne stava sullo scaffale di una bella vetrina tutta decorata di strenne e lucine, era felice di essere al centro dell'attenzione di tanta gente che passava ed esclamava: " Ma che bella quella candela tonda tonda con lo stoppino lungo lungo!" Sinche' un giorno entrarono nel negozio una mamma con un bambino.
"Mamma, lo so che non possiamo permetterci molto, ma mi piacerebbe che quella candela tonda tonda, stesse sulla mensola del camino  e l'accenderei per far luce a Babbo Natale, cosi' che almeno quest'anno non si sbagliera' e mi lascera' un dono..." Il piccolo bambino disse quelle parole tutte d'un fiato, guardando speranzoso la mamma negli occhi, e a lei le si strinse il cuore pensando alle scuse che ogni anno doveva inventare per giustificare il fatto che nella loro casa non arrivava mai nessun regalo. I soldi erano pochi ed erano appena sufficienti per campare.
Pero' quella volta, la signora presso cui faceva le pulizie le aveva dato qualche soldino in piu' e pure un giocattolo di un suo viziatissimo nipote che non voleva piu', e avrebbe finalmente riempito la calza che stava attaccata alla mensola del camino. Quindi tutta contenta acquisto' la candela tonda tonda, con lo stoppino lungo lungo e con il suo bambino usci' dal negozio e si avviarano verso casa. E la neve inizio' a scendere lieve...


Continua qui
 




GiselleB @ 11:07 | commenti (56)(popup) | commenti (56)
martedì, 18 dicembre 2007 | in : varie, riflessioni, racconti, ricordi, vita, natale, attualità, puntualizzando



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caminetto



Mamma chiuse il libro con un sospiro. La sua espressione era triste tanto quanto la mia e quella dei miei fratelli. Leggere "La Piccola Fiammiferaia" alla Vigilia del Natale era una tradizione che durava da quando avevo memoria. Eppure tutte le volte mi ritrovavo a piangere sul destino infelice di quella povera bimba.
Quella sera poi, mi accorsi che due lacrimoni caldi mi scendevano scorrendo dalle tempie, andando a posarsi tra i capelli sparsi sul guanciale. E la mia immaginazione cosi' fervida mi aveva portato ad immedesimarmi nella bambina, che lentamente stava morendo di freddo nella fiaba, tanto da avere le mani e i piedi gelati malgrado fossi al calduccio sotto le coltri nel mio lettino.
Chiusi gli occhi, e lentamente mi addormentai continuando a pensare a lei.
Solo che io la andavo a prendere e la portavo con me, a casa. La facevo accomodare accanto al camino, quello grande grande che era nella cucina della nonnina, dove ci si stava seduti dentro, ai lati, e il calore diventava quasi insopportabile. Ma era bello guardare fuori dalla finestra la neve scendere standosene al calduccio.
Ecco, io non volevo che la piccola fiammiferaia morisse. Non si muore nelle favole, non lo ritenevo giusto. Eppure le fiabe tradizionali sono spesso piene di drammatici risvolti, in cui  ci sono persone cattive, perfidi genitori, e morti.
Chissa' poi perche'...



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E non potevo far mancare una immagine di me. Per i racconti erotici preferisco rimandare a dopo il Natale.  Credo voi comprendiate. Un bacio.




Jack mi segnala questa iniziativa da parte dell' IKOS:
 

Patch Adams sara' di persona a Bari l' 11 gennaio 2008.

Per Info e Prenotazioni mailto:info@iksoageform.it



Quota di partecipazione: € 130,00

Parte della quota sarà destinata al finanziamento del GESUNDHEIT HOSPITAL e alla diffusione della Clown Therapy di PATCH ADAMS.

 


GiselleB @ 12:51 | commenti (127)(popup) | commenti (127)




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maquandoarriva-1


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Ci sono poche cose che davvero mi piacciono. Tra queste, oltre il mare e l'estate, c'e' l'inverno. L'inverno, il freddo pungente, il calore della casa, il brodo di bollito e gallina con un poco di vino rosso, la legna da sistemare nella legnaia che dicono ti scaldi per ben tre volte: la prima quando la tagli, la seconda quando l'accatasti e la terza quando arde nel camino.
Poi c'e' la magia del Natale, delle lucine colorate e dei bimbi felici, c'e' la gioia dell'attesa di quel qualcosa che si sa' viene sempre e, magari, cade pure la neve.
Io sono qui, ogni tanto mi affaccio alla finestra e guardo, aspetto pazientemente.
Poi succede che ho sentito uno scampanellio, due, tre note alte, un suono festoso. Non sono sola, anche tu le hai sentite e ci guardiamo intorno senza capire cosa possa essere stato e da dove provenga.
Complici ci scambiamo un sorriso in silenzio, e' inutile indagare. Capita a volte, questo e' nella magia del Natale. Ma solo per chi ci crede.






GiselleB @ 14:12 | commenti (175)(popup) | commenti (175)




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Giselle e l


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Sabato otto dicembre, mi alzo di buon'ora e dopo una bella e abbondante colazione mi metto a fare l'Albero di Natale. Fa piuttosto freddo, e m'infilo il mio bel maglione rosso di lana alpaca mentre Filippo prepara la legna da ardere nel camino.
Fuori il paesaggio e' decisamente invernale, pioviggina ma vorrei nevicasse. Ho i brividi e malgrado il movimento questo, non e' sufficiente a scaldarmi.
Dopo un po' finalmente il fuoco scoppietta allegro alle mie spalle. La brace incandescente riverbera una bella luce e tanto calore.
E' piu' di un'ora che sono intorno all'albero. E' quasi completamente adorno di lucine, palline, perline e fiocchetti. Mi allontano per guardarlo con occhio critico e in prospettiva e mi rendo conto di sudare.
"Caspita Filippo! Vabbe' che ti ho detto che avevo freddo, ma hai esagerato con il fuoco! Mi sto squagliando!"
Lui mi guarda, ammicca un sorissetto e mi dice: " Beh... che aspetti a spogliarti?"
Cosi' ho fatto. Filippo ha scattato questa foto senza che me n'avvedessi.
Mi fa sorridere la tenuta: maglione e canottierina di lana con sotto, nulla!
Un bacio a voi dalla vostra Giselle sempre piu' pazzerella.






GiselleB @ 11:22 | commenti (66)(popup) | commenti (66)



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