martedì, 31 luglio 2007 | in : comic



Visto che sono in vacanza e mi rilasso, ho provato un programmino simpaticissimo "Comic Life" lo trovate rapidamente con qualsiasi motore di ricerca. Praticamente si fanno fumetti con le proprie foto... questo e' un esempio del risultato, tanto per ridere! Cliccate sull'immagine per ingrandirla, e... Buon Divertimento!







GiselleB @ 14:41 | commenti (79)(popup) | commenti (79)
venerdì, 27 luglio 2007 | in : image


 


Photo: Giselle by Giselle ©
mezzo profilo

I'm Too Sexy



I'm too sexy for my love too sexy for my love
Love's going to leave me

I'm too sexy for my shirt too sexy for my shirt
So sexy it hurts
And I'm too sexy for Milan too sexy for Milan
New York and Japan

And I'm too sexy for your party
Too sexy for your party
No way I'm disco dancing

I'm a model you know what I mean
And I do my little turn on the catwalk
Yeah on the catwalk on the catwalk yeah
I do my little turn on the catwalk

I'm too sexy for my car too sexy for my car
Too sexy by far
And I'm too sexy for my hat
Too sexy for my hat what do you think about that

I'm a model you know what I mean
And I do my little turn on the catwalk
Yeah on the catwalk on the catwalk yeah
I shake my little touche on the catwalk

I'm too sexy for my too sexy for my too sexy for my

'Cos I'm a model you know what I mean
And I do my little turn on the catwalk
Yeah on the catwalk on the catwalk yeah
I shake my little touche on the catwalk

I'm too sexy for my cat too sexy for my cat
Poor pussy poor pussy cat
I'm too sexy for my love too sexy for my love
Love's going to leave me

And I'm too sexy for this song

 


GiselleB @ 12:54 | commenti (51)(popup) | commenti (51)
giovedì, 26 luglio 2007 | in : image







Photo: Giselle by Giselle ©
nude


Questa mia immagine che mi vede alla finestra nel momento dell'attesa del Suo ritorno, fa anche da preludio ad altre che io stessa ho fatto ma solo in veste di fotografa avvalendomi di una bellissima e bravissima modella. Sempre cose piacevoli nella vetrina del negozio di Giselle...
Prossimamente su questo blog!







GiselleB @ 12:49 | commenti (40)(popup) | commenti (40)
mercoledì, 25 luglio 2007 | in :




occhiLeggo dal Corriere della Sera questo articolo:

"E fu così che i «diaristi anonimi dalla sessualità incerta» (definizione coniata a Napoli nel «lontano» 2004, a margine di una tavola rotonda su weblog e scrittura) si trasformarono negli interlocutori più ambiti dal mondo del business. I blog, altrimenti detti «diari online», compiono 10 anni e si prendono la rivincita: più dinamici dei siti, conquistano i vertici dei motori di ricerca, diventando la nuova frontiera del marketing globale." (...)

Sorrido. Evidentemente chi ha scritto questo, non conosce il mondo dei bloggers.
Sorrido perche' c'e' stupore. Sorrido perche' si cerca in tutti i modi di classificarci addirittura richiamando la questione della sessualita' incerta come se l'appartenenza a questo o a quel sesso sia fondamentale. Noi, si va oltre. Si vive il presente e si fa il futuro. Inconsapevoli, forse, resta comunque il fatto che siamo visibili: on line con il mondo.
Definire i vari blog "diari" per me non e' corretto. Un diario e' una cosa scritta in intimita', da leggere e rileggere per ritrovare emozioni, sensazioni, rabbia, gioia, dolore... ma soli, con noi stessi.
Per me, un blog e' un qualcosa di dichiaratamente condivisibile, qualcosa che sai non potrai controllare, per certi aspetti, perche' c'e' l'attesa dell' interazione di qualcuno che forse sara' d'accordo o forse no.
Un blog e' il tutto o il nulla di chi lo crea.
Puo' essere come un figlio da seguire nella meraviglia della crescita.
Puo' anche diventare un inferno perseguitante, come una medusa tentacolare che ti avvinghia nelle sue spire, senza scampo trascinandoti in un vortice di emozioni prive di controllo.
Oppure un'appendice amorfa da aggiornare di quando in quando...
Quindi (adoro la parola quindi, perche' si arriva al dunque che per me e' essenziale in un articolo di tutto rispetto NdA) se e' vero che noi poveri bloggers italiani siamo degli "emeriti sconosciuti" al resto del mondo (dati forniti da BlogBabel - scusate ma non c'e' link), noi della piattaforma di Splinder, direi che ci si conosce abbastanza.
Siamo una gran bella comunita' virtuale italiana, con tutti i sentimenti che portiamo a corredo della nostra vita reale (oddio, odio questa netta distinzione tra reale e virtuale), ci saranno anche bloggers stranieri che ci visitano, come d'altronde facciamo noi. E allora? C'e' da stupirsi di questa mediaticita' che abbiamo
immaginato,  creato, voluto, costruito e cresciuto?
Io la mia vita ora come ora, senza internet non la immagino neanche. Il blog e' una vetrina, non un diario. Io qui mi espongo con la scritta d'avviso: "Non In Vendita - Collezione Privata".
E' un gioco, senza saldi. E... noi bloggers, lo sappiamo. L'anima non si vende, al massimo si espone. Noi bloggers siamo entita' dalla sessualita' incerta, come gli Angeli. Diavolo, qui col tuo patto sei fottuto.


NdA: forse ho perso il filo del discorso, ma non importa. Questo articolo non e' in vendita, come tutto del resto e faccio un po' come mi pare.






GiselleB @ 20:46 | commenti (44)(popup) | commenti (44)
mercoledì, 25 luglio 2007 | in : fantasy



E' sempre bello partire, mettersi in viaggio per andare...
Non siamo in autostrada, in estate ad agosto ha un che di claustrofobico. Preferiamo percorrere strade secondarie, con poco traffico, tante case e inaspettati paesaggi. La piccola utilitaria azzurra procede senza fretta, con l'aria che entra dalla capote aperta, asseconda sicura le tante curve e tornanti di questo tratto montano.
Il verde dei boschi, l'azzurro del cielo e la luce intensa del sole che gioca con le chiome frondose che a volte ombreggiano la strada, sono la nostra compagnia. E ci basta.
Non parliamo, non ce n'e' bisogno. Non ascoltiamo musica, il motore della macchina sovrasta tutto anche i nostri pensieri. Non abbiamo comunque pensieri se non la voglia di essere sereni in questo viaggio che sappiamo essere lungo, ma piacevole io e te insieme. Ogni tanto ti osservo intento alla guida, tu ti volti verso di me e sorridi allungando la mano e posandola lieve e sicura sulla mia. Guardiamo avanti felici e stupiti di tutto quello che incontriamo. Attraversiamo un paesino, fatto di piccole case di sasso, il piccolo bar con due tavolini e la tovaglietta blu che svolazza alla brezza montana. Sorrido ad una signora che ci guarda interrogativa schermandosi gli occhi con la mano alla fronte. Porta in equilibrio sul capo un vaso di terracotta. Mi domando cosa possa contenere: forse latte, forse acqua, forse nulla...
Usciamo dal paese e dopo un tornante un signore ci fa segno di rallentare, e' un pastore. Centinaia di pecore camminano lente invadendo la strada, i fossi e le radure che la costeggiano mentre placide masticano l'erba. Qualcuna attirata dal rumore del motore della macchina spazientita si allontana, altre imperterrite continuano il loro ruminare. Siamo fermi, circondati dal gregge che sembra cingerci d'assedio senza via d'uscita. Mi sporgo dal finestrino guardando il pastore che fischia al cane e gli dice parole a me incomprensibili, che sono ordini che esegue pronto abbaiando alle pecore piu' lontane per reggrupparle al centro della strada.
Una sensazione di angoscia si fa largo nel mio animo, non vorrei e sorrido nervosa a te che continui a tenere le mani sul volante impotente e mi ricambi con lo stesso sguardo interrogativo e lo stesso sorriso nervoso. Non abbiamo fretta, penso.
"Non dovete avere fretta voi due!". La voce e' quella di un ragazzo che non avevo visto prima e sta al lato destro della strada. E' vestito da contadino e porta un cappello di paglia a falde larghe. Ha una bella faccia, gli occhi chiari e i riccioli biondo scuro gli contornano il volto abbronzato. Guida tenendo per la corda un bue enorme, bellissimo. Una bestia maestosa e mite dal pelo lucido e nero. Porta sulla schiena due orci di terracotta con i coperchi legati alle maniglie.
"Non abbiamo fretta infatti. Al massimo ci fermiamo qua a dormire per la notte, sempre che ci sia un posto, altrimenti ci arrangiamo qui, in macchina." Gli dico di rimando mentre mi accorgo che il sole che solo sino a poco fa splendeva alto nel cielo, ora e' una sfera arancione all'orizzonte, pronta ad adagiarsi tra i monti scuri.
"Cosa porta il bue negli orci?" Domando al ragazzo che ora si e' accostato alla nostra macchina.
"Oro". Mi risponde indifferente.
"Oro? Ma com'e' possibile che trasporti oro, con un bue e li' dentro?" Ribatto incredula.
"Questo e' oro liquido." E cosi' dicendo inizia a slegare i lacci che trattengono il coperchio. Mi alzo e mi sporgo dalla capote aperta per guardare all'interno dell'orcio. C'e' davvero dell'oro liquido.
"Ma com'e' possibile mantenerlo in quello stato, senza che l'animale si bruci?" Chiedo incredula al ragazzo che ride guardando la mia faccia allibita.
"E' molto semplice. Stai sognando e qui tutto e' possibile. Ma ricordati di me. Io sono il tuo destino."


occhi

NdA: Anni fa comprai "L'Alchimista" di P. Coelho, l'ho letto e accantonato come una bella cosina piacevole ma solo di diletto. Nel frattempo ho traslocato, cambiato nazione, imparato nuove abitudini, incontrato  altre persone e seguito nuove ambizioni. Ieri sera m'e' capitato tra le mani. Ho deciso di rileggerlo e ho deciso di raccontare questo sogno che feci anni e anni fa...  Apro a caso e trovo queste parole dette da Melchisedek Re di Salem:
"Se cominci a promettere quanto ancora non possiedi, finirai per perdere la voglia di ottenerlo.".




GiselleB @ 12:03 | commenti (27)(popup) | commenti (27)



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