Apri la porta, trovi tua moglie, con quello sguardo annoiato. E' ora di farle un regalo. La stringi, la spingi contro la porta, la stessa da cui sei entrato. L'eco risuona ancora nella tromba delle scale.
La guardi, le tieni il collo fermo, la stringi. Non ha paura, sa. Niente lingerie, niente pizzo, non è vestita da puttana. E' vestita per stare in casa, un vestitino rosso poco aderente. Ma non hai bisogno di vederle il corpo. Sai.
Sai.
Spingi, la schiacci, ti fai sentire, imponi il tuo cazzo contro il suo ventre. Lei lo sente dentro, lo vuole dentro, glielo leggi negli occhi. Vuole cazzo.
La guardi in profondità, te la trascini dietro. La sbatti sul letto.
(Cambio di soggettiva)
Oggi facciamo un gioco.
Non è un contratto, ma la natura, periodicamente te ne offre l'opportunità. Puoi scoparla comunque, senza remore. Si può. Oppure puoi sfruttare l'occasione per qualcosa di diverso.
Ti scopo l'anima. Ne sono capace e te lo voglio dimostrare. Ti faccio godere con le parole, questo non lo sai. Posso stupirti ogni volta. Ti prendo e gestisco il tuo piacere con un racconto, con una virgola di pausa. Senza toccarti.
Prerogativa femminile un cazzo, io posso, io voglio, io te lo devo.
Apri le gambe, vuoi il cazzo comunque: puttana. Te lo dico, sbarri gli occhi, non sai cosa sta succedendo. Non sai ... e questo ti spiazza. Diventi docile, perdi il controllo e ti abbandoni.
Magia, bosco incantato, apri le orecchie che ti racconto la fiaba. Puttana.
Musa ispiratrice di turpi fantasie, di cazzo duro pensando a te. Ancora, te lo meriti, sei tu. Te lo dico di nuovo. Voglio scoparti, voglio vederti ergo voglio vederti scopare. Questo mi piace. Questo ti piace.
Vuoi cazzo, cazzo, cazzo, non respiri, ascolti ammutolita come un bambino che aspetta il cacciatore che sventrerà la nonna o il lupo, manco più capisci la differenza tra il bene e il male, che importa? Cerchi di corrompermi con gli occhi, vuoi che ti tocchi, ti scosti pure le mutandine, ma non hai capito. Gestisco io il tuo piacere, te lo nego, pur regalandoti un'orgia di parole, colma di cazzi che ti riempiono solo il cervello.
Voglio solo vedere quanto resisti, voglio solo vedere quanto ti ecciti, voglio solo vedere dove ti porta una semplice fiaba.
"Mettimelo in bocca, scopami almeno quella", racchiude tutto, racchiude il desiderio, non prova piacere fisico ad essere scopata in bocca, le sto aprendo l'anima in due come una mela. Come il più svaccato degli annunci sessuali, solo che c'è l'anima al posto del culo.
Sovversione, confusione, tutto si sposta, tutto gira, tutto esce dalle tasche nascoste della fantasia, come su roboanti montagne russe.
Oggi e' mercoledi' malgrado cio' la rubrica "Bloggers" del Malatempora WebMag non e' qui pubblicata. Il perche' e' presto detto: non la curero' piu'.
A questo punto la spiegazione e' dovuta e la riassumo in qualche punto.
Ricercare blog interessanti richiede tempo;
Non ho molto tempo, ho diverse cose da conciliare non da ultimo curare il mio blog
Quand'anche trovo un blog interessante, capita di non essere nemmeno citata
Non solo, non viene neppure citato il WebMagazine
Non sono retribuita per fare quello che faccio
Ma chi me lo fa fare?
Spero di non avere offeso nessuno, non e' mia intenzione. Piuttosto il mio programma e' quello di continuare ad avere il blog, senza obblighi, divertendomi come ho sempre fatto... cosi' facendo sono sicura che la cosa sara' reciproca...
PS: io per avere una recensione, il blog lo dovevo tenere chiuso... altrimenti non c'e' ispirazione poetica... questa, non l'ho capita.