giovedì, 31 maggio 2007 | in : ricordi

Slego le lettere, guardo il nastrino rosso e penso alle mani di mia nonna che l’hanno toccato e con amore lo poso sul tavolo. La prima e’ datata 1961, maggio. Mia nonna dice:
“Giacomo, amore mio grande. Ho ricevuto la bobina con la tua voce registrata, che bello mi pareva di averti vicino. Ho fatto tutto quello che mi hai detto, e sai che quando sono venuta ho dovuto urlare. E allora e’ corsa la Vincenza, la vicina a domandarmi se stavo male. Mi sono messa a ridere e le ho detto che cantavo una canzone d’amore! Ieri poi ho incontrato al fiol del calsoler, ero in fregola e se n’e’ accorto. Siamo andati dietro la bottega, e intanto che scendevamo le scale per andare dalle fascine per nasconderci a fare le nostre robe, glielo menavo… beh! E’ venuto subito. Poi, insomma gli ho detto che io avevo ancora voglia e che non me ne facevo niente di un cazzo mollo. Lui s’e arrabbiato, m’ha spintonata sulle fascine e m’ha chiavata da dietro ma d’un forte, d’un forte... che mi brucia ancora!...”
Poi continua raccontando del solito tran tran del negozio, dei clienti che non pagano e di quanto si senta sola. Scorro altre lettere, piu’ o meno dicono le stesse cose. Poi in una busta c’e’ una foto. E’ sbiadita e mal sviluppata con delle chiazze color ruggine. Pero’ si distingue la figura di una donna nuda. E’ la nonna in una posizione oscena, spalancata si mostra con una espressione goduta sulla faccia. Apro tutte le lettere e trovo altre foto, anche del nonno e di uomini con loro nudi, che non conosco. Incredula, inizio a ridere in preda ad una sensazione di sgomento.
Eppure non e’ una scoperta, li avevo uditi
piu’ di una volta parlare mentre pensavano che noi nipoti dormissimo, protetti dal poco intimo spessore della tenda in campeggio al mare. Sentivo che si raccontavano i ricordi piccanti delle loro avventure e io ascoltandoli mi eccitavo e iniziavo a toccarmi, per godere di loro e  dopo, alla fine ero pervasa da una sensazione sporca e vergognosa.
Sto per mettere via tutto quando in fondo alla scatola dello “Stock 84” scorgo una cosa che mi pare familiare. Un quaderno grosso. Il mio quadernone. Quello che tenevo nascosto tra la rete e il materasso della brandina da campeggio. Quello che non trovavo piu’ e che cercai invano per tutta un’estate. Lo prendo in mano, lo apro e, subito in prima pagina il disegno di una donna nuda, con grossi seni e lunghi capelli mi fa sorridere. L’ho fatta io. Io sotto la guida dei miei cugini in fregola che mi dicevano cosa disegnare. Un pomeriggio in cui non andammo al mare perche' pioveva e i nonni erano assenti per fare degli acquisti, ci mettemmo tutti nella tenda piccola che praticamente era un unico accampamento di materassi. Come al solito io presi il quadernone e iniziai a disegnare quello che mi veniva detto. Solo che quella volta ando' a finire in una masturbazione generale e reciproca. Mio cugino, il piu' grande e intraprendente mi chiese anche se mentre si smanettava poteva toccare e guardare le mie tette. Lo lasciai fare e la cosa mi piacque molto. Poi arrivarono i nonni. Il rumore della pioggia sulla tela della tenda non ci fece accorgere del loro rientro e ci sorpresero, in quella che loro definirino, orgia.

(...)


 


Continua, lo sto scrivendo...



 

GiselleB @ 14:15 | commenti (29)(popup) | commenti (29)
giovedì, 31 maggio 2007 | in :




1952_devojka_ves

Ho apportato alcune modifiche all'header del template. L'immagine, il titolo e la presentazione. Devo ammettere che ieri in un commento anonimo, qualcuno mi ha fatto notare un grossolano errore di grammaire francaise. Ne ho preso atto e ho ritenuto opportuno correggermi. Solo gli stupidi non cambiano mai idea... e sono abbastanza umile da riconoscere i miei errori, correggermi e magari imparare qualcosa.







GiselleB @ 12:22 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
mercoledì, 30 maggio 2007 | in : ricordi, malatempora webmag
Mio nonno e' sempre stato un gran rompicoglioni. Ha chiuso pure con la sua vita  in modo da non smentirsi, non tanto con la morte improvvisa e indolore, quanto per il fatto che sia capitato a luglio. Il funerale in una torrida giornata, con un sole impietoso da fare squagliare e mia zia Elsa che ha un malore, l'ambulanza accanto al carro funebre lungo il viale che porta al cimitero, dove non ci sono piu' i cipressi ad ombreggiare. Nessun pianto. Solo volti sudati e affannati. Mio cugino abbronzatissimo tiene in braccio l'ultima nata, frignante, disperata dice che vuole ritornare al mare.
In casa, una donna e' indaffarata a fare caffe' a servire pezzi di torta sbrisolona e a servire l'erbazzone. Mio zio mi chiama in disparte, mi dice che se voglio posso prendere qualcosa del nonno, in ricordo. Mi accompagna nel suo appartamento che sta sotto, nel seminterrato. Fa fresco, mi indica un armadio e lo apro. Odore pungente di naftalina, scatole colorate, giornali... rimango sola, mio zio dice che deve andare a dare una mano con gli ospiti. Mi siedo per terra, tra le ante spalancate e lentamente inizio a cercare qualcosa che mi possa far ricordare il nonno. Vedo la vecchia scatola di legno dello "Stock 84" che so contenere le foto. Foto di lui e la nonna giovani e sorridenti in gita, al mare, in montagna... foto di me piccola imbronciata, con gli occhi strizzati per il sole, che rido, che corro tra i miei fratelli, i miei cugini. Rivivo quei momenti, e risento le voci, le risa, le parole dette... Mi commuovo. Con gli occhi appannati dalle lacrime che non vogliono scorrere, scorgo in fondo, sotto a tutto un panno verde che avvolge una scatola.
Dentro, ancora nella confezione originale che dice "Magnetofono Geloso a bobine" c'e' il registratore. Sorrido pensando alle canzoni che noi bambini in coro sbraitavamo davanti al microfono, col nonno che scandiva il tempo con la mano e la nonna che rideva forte. Altra commozione, con le lacrime che ora scivolano sulle gote. Cerco la presa della corrente, lo aziono. La grossa bobina marrone lentamente parte, gira. Alzo il volume: "Una mattina, mi son svegliatooo, oh bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao..." Siamo io, mia sorella, mio fratello e i miei cugini che cantiamo. Ricordo che eravamo in gita sulla Pietra di Bismantova il 25 aprile ma di quale anno non saprei dire. Schiaccio il tasto per lo scorrimento veloce, le voci accelerate mi fanno sorridere, sembriamo dei topini che squittiscono. Poi, silenzio... dei rumori strani. Fermo la bobina a velocita' normale. Una voce di uomo, quella del nonno. "Aldina, sono solo qui in Germania e ti penso. Ti immagino tutta nuda, con le tue belle tettone tra le mani e ti strizzi i capezzoli..."
"Cazzo e'?" Automaticamente spengo il registratore e mi guardo intorno. Sono sola e imbarazzata. Un moto di vergogna stupita mi assale. Rimetto il "Geloso" nella scatola e rimango seduta a terra, pensierosa, la testa tra le mani.
Quindi, dopo un po' mi alzo e porto il registratore nella mia macchina. Ho deciso che quello sara' "il ricordo del mio nonno". Ritorno nell'appartamentino, e rovisto tra le cose e la puzza di naftalina, mi viene un po' di nausea, oppure sono sconvolta. Cerco e trovo delle lettere. Riconosco la scrittura della nonna. Sono infiocchettate, trattenute da un nastrino di raso rosso. Le infilo nella borsetta. Prendo anche la vecchia scatola di "Stock 84" me la metto sotto il braccio e raggiungo gli altri nella grande sala dello zio. Penso sia giusto che debba essere io ad avere quei ricordi ingombranti. Io, la nipote ribelle, quella che "dava dei problemi", quella che di notte era stata beccata piu' di una volta a rientrare di nascosto dalle sue scappatelle, quella che "magari si drogava anche", quella che era diventata una troietta... Sono le parole che il nonno piu' di una volta mi ha detto. Senza la preoccupazione giusta di chi ti vuole bene, solo con il rimprovero e l'ineluttabilita' della cosa. Parole che ti marchiano e restano addosso, per sempre.
Il viaggio di ritorno e' lungo, sull'autostrada infuocata si procede piano a file alternate a causa di un cantiere. Mi fermo in autogrill e spendo un capitale per comprare le grosse pile per dare autonomia al registratore, che posiziono sul sedile accanto al mio. "Aldina, te... sei la porca piu' porca che ci sia... e toccati mentre mi ascolti. Spalanca le gambe, apriti tutta e toccati la sorca nera e bagnata! Che te sei la mia puttana! C'ho il cazzo duro e me lo meno pensando a te che ti fai sbattere da un altro... che lo so che non resisti senza cazzi te, che sei porca..."
A casa, assetata e accaldata, sconvolta mi spoglio mentre raggiungo il bagno. Il getto d'acqua gelata sul viso, sulle spalle mi punge, ma sto meglio. In cucina mi siedo posando sul tavolo il registratore, la scatola delle foto e le lettere.
Rimango per un po' ferma a pensare, con il frastuono dei miei pensieri che rimbombano nella testa. Affiorano ricordi, non piacevoli, volutamente accantonati e dimenticati di me piccola nel lettone dei nonni, con loro non curanti della mia presenza a fare le loro cose. Io, bimba schiacciata da un pesante senso di vergogna, che mi blocca il respiro e fingo di dormire nascondendo la testa sotto le coltri e tappandomi le orecchie per non sentire i loro gemiti. Anche ora, adulta mi addormento solo se ho le orecchie coperte, anche in estate col caldo. Se non lo faccio mi assale un senso di paura angosciante.


lo sto scrivendo... continua

 

  Per la rubrica Bloggers oggi redatta dal Collettivo, si e' parlato di: Il Blog Che Spacca Il Minuto





GiselleB @ 13:49 | commenti (53)(popup) | commenti (53)
martedì, 29 maggio 2007 | in :
IMG_5157Giselle, perche' hai sentito la necessita' di fare un blog erotico? Ce ne sono gia' tanti...

Vero! Di blog erotici e' pieno. E' anche vero pero' che spesso questi non hanno nulla a che vedere con l'immagine soft dell'eros come le sento io. Spesso si confonde la pronografia con la sensualita' provocata da certe immagini o da certi racconti. Quello che c'e' nel mio sito e' quello che percepisco dell'erotismo e che mi piace far intendere.

E, credi che questo tuo modo di raccontare il sesso sia percepito?

All'inizio devo ammettere che non e' stato semplice. In molti capitavano da me seguendo la parola sesso... alcuni miei primi racconti sono un po' piu' forti, forse perche' ero ancora alla ricerca di un mio stile ed ero influenzata da altre letture e da certe immagini. Poi, piano piano s'e' fatto strada il bisogno di distinguermi accentuando la bellezza, eliminando la volgarita' o la banalita' di certi termini. Posso dire con orgoglio che ho molte lettrici che mi seguono e incoraggiano a mantenere questo stile.

I tuoi lettori uomini, invece come reagiscono?

Direi bene. Chi mi segue sa che piu' dell'immediatezza dell'eccitazione io offro stimoli in un crescendo di emozioni e coinvolgimento. C'e' anche chi mi dice di rimanere perplesso dalla quantita' di sensazioni durevoli che procuro! Io stessa ne rimango stupita...

Forse perche' racconti di quello che tu provi in certi momenti?

Lo credo anch'io... Parlo al femminile, una voce di donna in un coro maschile... gli uomini, certi uomini, sono attenti alle sensazioni delle proprie compagne. Forse in quello che scrivo trovano le parole che le loro partner non dicono, immaginano siano loro a raccontare delle sensazioni che riescono a indurre... mi piace pensarlo, e forse e' davvero cosi'.

Quindi niente pornografia per te?

Non ho detto questo. Non escludo a priori il porno. Io stessa a volte ho bisogno di stimoli piu' forti, di immediatezza...

Chi immagini ti legga?

Non immagino, so per certo che molti dei miei lettori mi seguono dal lavoro. Scorrendo le statistiche relative al mio sito ho notato che il massimo delle visite e' durante la settimana, dal lunedi' al venerdi', i picchi sono nelle fasce orarie comprese tra la pausa di pranzo e le prime ore del pomeriggio.  Di conseguenza sono persone che lavorano, o studiano con un buon livello di scolarizzazione... direi intellettuali*.

Un'ultima domanda. Perche' questa intervista?


Perche' in molti mi fanno queste domande o magari se le sono poste senza mai rivolgermele direttamente... poi anche perche' una volta tanto sono io ad essere al centro delle mie ricerche sui blogger... e poi perche' sono megalamone!

Grazie Giselle... e le foto?

Sono mie! Credevo che almeno tu avresti evitato questa domanda...  Prego Giselle, e' stato un piacere.



*Definizione della parola intellettuale, tratto da Wikipedia l'enciclopedia libera:

Il termine intellettuale è riferito alla persona che adopera per la sua professione o per le sue principali occupazioni, prevalentemente l'intelletto.

Per intelletto oggi genericamente intendiamo quella capacità che ha ogni essere umano di intendere e di farsi delle idee. La parola "intelletto" deriva dal latino intellectus (dal verbo intelligere).

La capacità di creare delle idee comporta altre capacità che sono la capacità di discerenere, di scegliere, confrontare, di comparare, di dissociare, di associare, di sintetizzare, di costruire idee più complesse partendo da idee più semplici.





GiselleB @ 11:11 | commenti (46)(popup) | commenti (46)
lunedì, 28 maggio 2007 | in : arte
Ho ritenuto doveroso creare un blog artistico, in cui mettere le opere che alcuni amici artisti  mi hanno dedicato. Per vedere la galleria, clicca qui.



GiselleB @ 08:53 | commenti (17)(popup) | commenti (17)



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