venerdì, 27 aprile 2007 | in : giselle in foto sexy
Fiori
GiselleB @ 09:33 | commenti (115)(popup) | commenti (115)
giovedì, 26 aprile 2007 | in : racconti erotici, malatempora webmag
fioriAndrea mi porge un paio di mutandine bianche, semplici di cotone. Poi mi dice che il reggiseno puo' anche non servirmi.
"Hai un seno davvero bello! Naturale... spero che anche il mio diventi cosi'..."
E mentre parla, si sbottona la camicia per mostrarmi il suo piccolo seno in fiore, appena abbozzato e sormontato da due piccoli rosei capezzoli.
"Sembri una ragazzina, e hai la pelle cosi' liscia... Posso vederti completamente nuda?"
Mi mordo la lingua dopo avere fatto una richiesta che potrebbe essere intesa anche diversamente dal semplice appagamento della mia curiosita'. Ma Andrea sorride tutta compiaciuta e si sfila i pantaloncini, tenendo le mutandine.
"Queste le tengo... ho un serpentello che si agita dentro e non vorrei sconvolgerti. Insomma mi sento donna, ma ho delle reazioni da uomo con te nuda davanti a me."
Naturalmente il mio sguardo si posa tra le sue gambe e in effetti il turgore che s'intravede  mi fa intuire che e' eccitata. Non sono per nulla imbarazzata, anzi, provo un piacere particolare nel vedere la sua manifestazione di quanto le piaccio.
Siamo una di fronte all'altra in piedi, nude e se non fosse per la barba Andrea sarebbe di una bellezza femminile da togliere il fiato. Le gambe lunghe e sode, la vita sottile, il ventre piatto e l'abbozzata rotondita' dei fianchi.
"Guarda Giselle che bel sederino sodo che ho!" Si gira mostrandosi, anzi sfacciata mi porge il suo delicato posteriore.
"Senti come sono soda e liscia!"
"Andrea, sei davvero bellissima! Mi stai sconvolgendo i sensi... "
Le sussurro con il fiato che mi si smorza in gola dall'ecitazione. Allungo una mano a sfiorare la delicata armonia di quei glutei, lei me l'afferra e la posa decisa facendola scivolare lungo il solco umido e caldo. Poi si gira e delicata appoggia le sue labbra ardenti sulle mie. Spontanea le socchiudo e ci baciamo, timide, appassionate, emozionate. Le mie braccia le cingono le spalle, le mie mani le carezzano i morbidi capelli neri. Lei mi stringe a se'
, mi tiene per la vita e percepisco quell'anomalo turgore pulsante contro il mio ventre.
Siamo strette, avvinghiate con le mani che cercano calore, con le mani che danno calore. Ho le gote infiammate e quando la bocca di Andrea si posa sul mio seno, un brivido selvaggio mi percorre la schiena. Le afferro la nuca e la guido a dispensarmi baci sui capezzoli, turgidi e frementi di piacere.
"Come sei bella e dolce... capisco perche' il musicista si e' invaghito di te..."
"Il musicista! E' vero... cavolo... l'avevo completamente dimenticato..." Penso e mi irrigidisco.
"Guarda che e' uscito per fare una commissione... non rientrera' prima di pranzo, come al suo solito..."
"Ma tu cosa sei per lui... cioe' sei solo coinquilina qui o qualcosa di piu'?"
Andrea mi guarda abbozza una smorfia, poi come se non le avessi domandato nulla continua a cercarmi con la bocca, a riempirmi di baci.
I pensieri che mi affollano la testa, piano piano, svaniscono e decido di abbandonarmi tra le sue braccia.

under costruction...


WebMag Malatempora: Riso Amaro

Anche se giovedi', visto che ieri era festa, eccomi qui con il mio appuntamento per la rubrica "Bloggers", che trovate ogni mercoledi' sul Malatempora Magazine OnLine, in cui viene pubblicata una mia dedicatissima recensione ad un personaggio della blogsfera.

Questa settimana, ho il piacere di parlare di: PV64
 



GiselleB @ 16:04 | commenti (26)(popup) | commenti (26)
martedì, 24 aprile 2007 | in : racconti erotici
FioriAndrea mi porge una tazzina di caffé e mi fa un gran sorriso. La cosa mi toglie un po' di disagio di dosso e trovo la voglia di chiedergli se ha uno spazzolino da denti da darmi.
"Certo! Poi, quando abbiamo finito la colazione, ho anche qualcosa di pulito da prestarti.."
In effetti ne vrei bisogno e pure di una doccia. Il musicista intanto sta discutendo al cellulare e dal tono della voce si direbbe che ha delle noie con il suo interlocutore. Non presto molta attenzione al dialogo. Non m'interessa e non vedo l'ora di andarmene da questa casa, da quella situazione assurda.
Chiudo la porta del bagno a chiave. In genere, non lo faccio mai, lo ritengo pericoloso nel caso di un malore, o di un malaugurato scivolone sul pavimento. L'acqua prima bollente e poi gradatamente miscelata e tiepida mi rigenera, mi fa sentire meglio. Avvolgo il corpo bagnato in un morbido telo e cerco di vedere l'immagine del mio volto nello specchio appannato. Non ho con me nulla per il trucco decido quindi di pizzicottare un po' le gote per ravvivarle di colore e lo stesso faccio con le labbra che mordicchio piano sinche' non diventano di un bel rosso acceso. Raccolgo i capelli e penso di essere pronta per uscire abbandonando la sicurezza intima del bagno.
Andrea e' ancora in cucina seduto al tavolo, del musicista non c'e' traccia.
"Giselle! Stai decisamente meglio ora. Vieni in camera con me che ti do qualcosa da mettere."
Lo seguo tenendo stretto contro il mio corpo nudo l'asciugamano che e' umido e pesante. Spalanca le ante di un grosso armadio e mi fa cenno di sedere sul letto. Lo guardo mentre e' intento, con il capo sprofondato tra gli abiti appesi, a cercare qualcosa per me. Mi accorgo che oltre al solito abbigliamento maschile, ci sono parecchi indumenti da donna. Mi viene da ridere pensando che con quella barba di almeno una settimana non e' il massimo della femminilita'...
"Sei stupita vero? Immagino che tu stia pensando che la cosa e' bizzarra...  Vedi, lascio crescere la barba cosi' rimane piu' morbida per il trattamento dall'estetista di estirpazione radicale. E' doloroso, ma funziona abbastanza e quando iniziero' a prendere gli antiandrogeni smettera' pure di crescere."
Mi rendo conto di avere un'espressione da ebete, mentre lo ascolto a occhi e bocca spalancata. Andrea e' un transessuale. Mi riscuoto da questa ovvia riflessione perche' mi sta mostrando un abitino di un bell'azzurro, molto corto. Un po' troppo per i miei gusti. Ma non posso mettermi a sottilizzare la questione, va gia' bene cosi'.
Resto immobile, con la gruccia in mano, in piedi accanto al letto. Mi muovo per andare nella stanza degli ospiti, ma Andrea mi chiede se ho vergogna e stupidamente gli dico di no, lasciando cadere il telo umido per terra.
Sono nuda ora davanti a quell'uomo o donna o trans e provo un poco di imbarazzo.
"Ma hai bisogno anche di biancheria pulita! Che sciocca sono a non averci pensato prima..."
Ora parla al femminile. Certo essendosi dichiarata per quello che e' ora puo' abbandonarsi alle sue consuete attitudini.
"Andrea, scusa... ma 'stanotte hai detto di essere gay e... invece sei trans... e, insomma non capisco!"
"Giselle, certo che sono trans e gay... Io mi sento donna e, mi piacciono le donne! Ma non lo avevi capito?"
Gia', non l'avevo capito.
GiselleB @ 10:31 | commenti (40)(popup) | commenti (40)
lunedì, 23 aprile 2007 | in : giselle in foto sexy
Questa mattina, con ancora il baby doll... non ho resistito alla luce incandescente che entrava dalla finestra. Era la luce perfetta per ottenere belle immagini... spero! un bacio a tutti e buona settimana dalla vostra GiselleB.


fioriMi piacerebbe sapere cosa ne pensate di una mia eventuale partecipazione ad un concorso fotografico All Sexy Bolgger.
Naturalmente non saro' l'unica concorrente e sono invitati anche gli uomini a inviare loro immagini. Ai primi tre classificati verranno aggiudicati dei premi. Attendo fiduciosa i vostri riscontri e consigli. Grazie

Sul blog di Ulisse per la sua rubrica il "Corpo Amoroso delle Bloggers" potete trovare altre mie immagini...

GiselleB @ 10:19 | commenti (93)(popup) | commenti (93)
venerdì, 20 aprile 2007 | in : racconti erotici, miei amici scrivono
http://www.forumuniversitaire.com/images/Joyce%20Wedding-Big.jpg2 Dicembre 1909, 44 Fontenoy Street, Dublino.

Mia dolce puttanella Nora

Ho fatto come mi hai detto, sporca figliola, me lo sono menato due volte leggendo la tua lettera. Vado in sollucchero nel vedere che ami essere fottuta di culo. Sì, ora mi ricordo di quella notte in cui ti ho fottuta così a lungo il popò. Cara, quella è stata la scopata più   memorabile che abbia  mai fatto. Il cazzo è restato piantato in te per ore, fottendoti e rifottendoti   la groppa. Sentivo le tue grosse natiche madide di sudore sotto il mio ventre e vedevo la tua faccia spiritata ed i tuoi occhi folli. Ad ogni colpo di coda che ti davo la tua lingua impudica guizzava fra le tue labbra e se ti davo un colpo molto più forte e profondo del  solito, dei peti molli e  grassi fuoriuscivano crepitando dal deretano.  Avevi un culo  pieno di peti quella notte, amore mio, e te li tiravo  fuori a grappoli fottendoti, quei bei  peti grassi, alcuni  lunghi e  ventosi, altri brevi, allegri e sfrigolanti e poi una gragnuola di minuscoli peti  che si concludeva con una  colata di umori che sgorgava dal tuo buco. È meraviglioso fottere una donna piena di peti e farli uscire ad uno ad uno ad ogni colpo di coda. Credo che riconoscerei  ovunque un peto di Nora. Credo che potrei individuarlo  in una sala piena di donne spetazzanti. È un rumore piuttosto leggero non il peto molle che immagino nelle donne grasse. È improvviso e secco e sporco come quello che una ragazza sfrontata mollerebbe  la notte, per ridere, in un dormitorio.  Spero che Nora continui a mollarmeli, questi bei peti, in faccia,   perché  possa respirarne  il   profumo.

Dici che quando ritornerò me lo  succhierai e vuoi che io ti lecchi la figa, piccola sporcacciona. Spero che una volta tu mi sorprenda mentre dormo vestito e che   ti avvicini furtiva con la foia di una puttana negli occhi, e mi sbottoni delicatamente bottone dopo bottone la patta dei pantaloni e delicatamente ti impossessi del  grosso mickey del tuo  amante, e che  lo ingoi con la    tua bocca umida e che lo succhi  ancora e  ancora fino a quando diventa più grosso e più duro, e che te lo fai venire in bocca. Anch’io ti sorprenderò addormentata, ti rivolterò  le sottane ed aprirò delicatamente le tue mutande ardenti, quindi mi  stenderò delicatamente accanto a te ed inizierò a leccarti pigramente tutto attorno all’orlo peloso. Tu inizierai a muoverti e ad agitarti quando leccherò le labbra della figa, mia cara. Inizierai a gemere e grugnire e sospirare e scoreggiare di gioia nel   sonno. Allora leccherò sempre più veloce  e ancora più veloce come un cane vorace fino a che il tuo corpo non si torca selvaggiamente e che  la tua figa non  diventi  una massa di bava.

Buona notte, mia piccola Nora scoreggiona, mio sporco uccellino fottitore. C’è una parola stuzzicante, amore, che hai sottolineato per farmelo menare meglio. Scrivimela  ancora  con dolcezza, e altre più sporche, PIÙ SPORCHE..

Jim.


GiselleB @ 13:12 | commenti (42)(popup) | commenti (42)



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