lunedì, 27 novembre 2006 | in : amore

giselleE' una serata di lavoro diplomatica. Io accompagno una comitiva di interessati cinesi, tu invece ti muovi sicuro nella discussione con alti uomini teutonici. Siamo insieme anche se ognuno di noi ha ruoli diversi. Ci incontriamo per un attimo al buffet, mi strizzi l'occhio e mi dici che sono bellissima, ci sfioriamo le mani mentre scegliamo lo stesso salatino. Un brivido intenso mi perorre la schiena. Ti cerco con lo sguardo e trovo il tuo sorriso complice. Mi giro e distrattamente appoggio il mio sedere contro la tua virilita'. E' un attimo e poi sono attirata nel vortice delle parole dei miei ospiti, e mi allontano. Ci ritroviamo al tavolo, io ti sono davanti e coi piedi ti faccio sentire quanto vorrei essere piu' vicina. Frasi informali, discorsi distaccati e tu che colmi il mio bicchiere. E' una scusa per toccare le mie dita con le tue, e' una scusa per appoggiare i tuoi occhi sul mio seno e sulla morbida curva delle spalle. La cena e' lunga, la testa mi gira lievemente, ho bisogno di muovermi e mi avvio al giardino artificiale che sta' all'interno del salone. Sento un rumore alle mie spalle, mi giro nella speranza di vederti, ma non sei tu. E' un inserviente che mi si affanna intorno chiedendomi se va tutto bene, ma'am...

Ho desiderio di te, delle tue mani, del tuo calore, del tuo respiro sul mio collo, dei tuoi baci, della tua voce suadente, del tuo odore. Ti voglio come non mai, e la serata e' ancora lunga e mi sento avvampare di desiderio. Rientro nel salone e tu sei in piedi, cosi' virile nel tuo smoking mentre parli sicuro e tutti seguono interessati i tuoi discorsi. Ti amo forte. E sento il mio ventre animarsi, mosso dal piacere di guardarti, dall'attesa che portera' a sensazioni mai provate. Incroci il mio sguardo, educato chiedi scusa e deciso ti avvicini. Mi sfiori il braccio, le tue labbra si muovono e mi dici in un sussurro di raggiungerti nell'atrio. Ti seguo rimanendo leggermente indietro. Seguo la scia del tuo profumo che ho comprato durante il mio ultimo viaggio e che ti ho donato. Ti avvicini ad un vaso colmo di fiori, ne prendi uno, una splendida rosa rossa, e me la porgi con un lieve inchino. Non resisto. Devo stringerti forte a me e baciarti. I receptionist, ci guardano sorridendo complici da dietro l'alto banco. Mi sento sciogliere tra le tue braccia, e ti desidero tanto. Ma ora non e' ancora il momento. La diplomazia di questa serata che ci e' stata regalata e rubata, insieme per una volta ma ognuno nel suo ruolo, ci riallontana. Ho il tuo sapore sulla bocca, e sorrido di piacere celandomi dietro la rosa mentre rientro e trovo i miei cinesi in attesa. Sorrido e fremo al pensiero di quello, che comunque inevitabilmente, tra poco accadra'. Io e te, finalmente soli.

GiselleB @ 17:37 | commenti (61)(popup) | commenti (61)
mercoledì, 15 novembre 2006 | in : ricordi

"Clelia, se oggi non hai niente da fare, perche' non vieni con me e la Nilde dalla sarta perche' dobbiamo fare le prove per dei vestiti, e un tuo consiglio ci farebbe tanto piacere!" Dissi con il tono di voce piu' innocente e indifferente che esisteva sulla faccia della terra. Lei che naturalmente si vantava di poter aiutare una zotica come me accetto' volentieri. Mia sorella sapevo che non poteva venire perche' doveva andare a lezione di piano, e ne avrebbe avuto per tutto il pomeriggio tra prendere la corriera, andare in citta' e tornare indietro. Quindi quando Clelia arrivo' all'appuntamento ero sola e le dissi che mia sorella si scusava ma si era dimenticata dell'impegno precedente. Il laboratorio della sarta che era anche la mamma di Silvano era nel seminterrato della casa. Mi provai un paio di vestiti e con la milanese mi misi a sfogliare delle riviste per scegliere dei modelli da commissionare. Sapevo che la sarta aveva qualche abitino in campionario gia' fatto e proposi a Clelia di andare nello spogliatoio per provarli. Lei tranquilla accetto'. Lo spogliatoio era ricavato in una stanza accanto al laboratorio e praticamente era costituito da un tendone che ne delimitava e celava la zona. Era abbastanza ampio da contenere un paio di sedie e un grosso specchio reclinabile. Io mi spogliai e per quell'occasione avevo fregato un reggiseno di mia sorella. Anche Clelia si spoglio' e a parte le tette davvero enormi era abbastanza molliccia. Infatti si soffermo' parecchio a guardare il mio corpicino sodo e muscoloso e lodo' la rotondita' dei miei glutei. "Ma lo sai che hai un gran bel culo! Cazzo potresti fare la pubblicita' delle mutandine "Roberta"! E mentre parlava mi toccava con palpeggiamenti. Io guardavo le nostre immagini riflesse nello specchio. Era vero. Avevo un bel corpo. Non ci avevo ancora fatto caso e capivo perche' i pantaloni di mio fratello che mi ostinavo a portare, ora mi stessero male con tutte quelle rotondita' da contenere. Clelia mi stava ritta accanto. Sentivo il suo profumo e le sue mani impudenti iniziarono a insinuarsi tra le mie gambe e dentro il reggiseno. Mi voltai cercando i suoi occhi, pensando: "E no cazzo! Devo essere io a gestire tutta questa storia e almeno questa volta non faccio incesto". Le presi la testa tra le mani, ero piu' alta di lei e mi chinai un poco per baciarla. Lei si sciolse subito come un pezzo di burro al sole, e con un lampo capii che la Nilde aveva imparato da lei a baciare. Mugolava e si strusciava tutta contro di me. Mi afferro' le mani e, meraviglia, le poso' sui seni che erano caldi e cedevoli. I suoi capezzoli erano larghi e a differenza dei miei avevano la puntina piccola e quando li leccai restarono invariati. Invece i miei erano turgidi e appuntiti e come lei diceva, sembravano fatti apposta per essere succhiati. Beh! Era comunque una bella sensazione strizzare quella carne, e a lei piaceva davvero tanto quando le afferravo una mammella con entrambe le mani e me la mettevo dentro la bocca spalancata mordicchiandola. Dopo un po' di succhiamenti di tette lei mi propose di sedermi. Fece un rotolino con il fazzoletto che aveva nella borsetta, mi sfilo' le mutandine e me lo mise tra le gambe, quindi si sedette sopra di me con il suo sesso che si sfregava sulle mie cosce strette. I suoi seni pesanti che faceva sobbalzare incontravano le mie labbra e i miei denti, mentre l'eccitazione saliva e sentivo che stranamente mi stavo bagnando quanto e piu' di lei. Iniziai a strofinarmi contro il fazzoletto arrotolato e la sedia, mentre la tenevo per i fianchi e accompagnavo i suoi movimenti sempre piu' scomposti nell'impeto dell'orgasmo. Arrivai al punto di urlare ma lei soffoco' i miei gemiti schiacciando la mia faccia tra le sue tettone cosi' forte che per un attimo pensai che sarei soffocata. Venne anche lei e mi inondo' il grembo dei suoi fluidi trasparenti e abbondanti. Notai che il fazzoletto che stringevo tra le gambe era bagnato fradicio. Cazzo! Non lo sapevo che anche noi femmine perdevamo dei liquidi quando godevamo e non volevo farle vedere quanto ero inesperta. Lei parlava mentre si rivestiva, diceva che ero una meraviglia di ragazza e che ci dovevamo vedere piu' spesso, quando all'improvviso un suono, un rumore che proveniva al di la' della tenda la fece zittire. "Hai sentito anche tu?" Naturalmente io, non avevo sentito nulla. Niente di niente e mi scappava da ridere, ma mi sforzavo di restare seria. Ci salutammo con tre bacini, come era solita fare lei perche' diceva che a Milano solo i terroni si davano due baci e finalmente, quando la vidi sparire dentro la macchina del padre, potei abbadonarmi ad una isterica risata che mi fece letteralmente rotolare per terra. Ero ancora cosi', sul ciglio della strada a sganasciarmi quando i ragazzi del gruppo mi raggiunsero. "Evvai! Grande Giselle! Cazzo che tette ha la Clelia. Com'erano? Cazzo, cazzo, cazzo! Ci avete fatto morire, meglio di un giornale porno. Sergio si e' sborrato addosso!" Roberto parlava forte e aveva il volto arrossato, e anche gli altri erano piu' o meno nella sua stessa condizione. E io sentivo di avere fatto qualcosa che era davvero importante. Avevo evitato che la banda si rompesse a causa di Clelia lasciando che i ragazzi ci spiassero da dietro la tenda. Io avevo goduto di lei per tutti. Ma quella fu comunque l'ultima estate del nostro mitico gruppo.

GiselleB @ 18:00 | commenti (32)(popup) | commenti (32)
lunedì, 13 novembre 2006 | in : racconti erotici

I Cold Play in sottofondo, io e te in macchina in una splendida e gelida giornata di novembre. Guidi piano, guidi morbido. La tua mano si appoggia distrattamente sulla mia gamba, le tue dita giocherellano col bottoncino della giarrettiera che hai voluto indossassi. Ti guardo. Il tuo bel profilo di uomo mi riempie la vista, mi gongolo mentre sento la piacevole sensazione che mi fa sciogliere il ventre, il tuo pensarti. L'averti accanto a me percependo il tuo profumo, il tuo respiro. Non parliamo. Non abbiamo bisogno di parlare per dirci quello che sentiamo. Ora le mie mani incontrano la tua e la spostano piu' su', nel calore profumato della mia femminilita'. Alzo una gamba e l'appoggio sul cruscotto, mentre tu sposti le mutandine. Distogli per un attimo lo sguardo dalla strada, che e' deserta e sento i tuoi occhi posarsi su di me, e mi chiedi di alzare di piu' la gonna, per vedere meglio. Di piu'. Sorrido e ti accontento. Le tue lunghe dita iniziano a sfiorarmi lievi, seguendo il contorno del mio sesso, poi aprendomi per insinuarle appena dentro. Sei felice come un bimbo che gusta un vasetto di marmellata, e ti porti le dita al naso inspirando profondamente e dici che nessun profumo al mondo e' piu' buono e inebriante del mio, e poi le appoggi sulla punta della lingua che fai schioccare e ridendo declami che la mia e' un'ottima annata, e l'invecchiamento e' al punto giusto. Siamo sereni, lo spirito lieve con una felicita' che canta rumorosamente e non senti null'altro che la gioia di vivere. Io e te, l'autostrada deserta e l'improvviso apparire dell'argenteo mare che si staglia all'orizzonte immenso e alto.

GiselleB @ 09:41 | commenti (36)(popup) | commenti (36)
mercoledì, 08 novembre 2006 | in : giselle in foto sexy

Ad Alice alias VedovaAllegra

Tiziano Terzani nel suo ultimo libro, che e' anche una sorta di testamento "La fine e' il mio inizio" dice parlando di una certa categoria di giornalisti rampanti:

"Il fatto di oggi lo devi mettere in un contesto o non capisci niente. Per questo prepararsi e' importantissimo(...) Se fai la cronaca racconti delle balle, racconti quello che vedi al microscopio quando invece ci vuole il cannocchiale(...)"

Credo di non dover aggiungere altro per commentare l'articolo apparso su Max "Blog A Luci Rosse" in cui io e altri blogger veniamo definiti come: scambisti, esibizionisti onanisti, cornuti e aggiungo io dopo averlo letto, maniaci. Alice, e' superficiale perche' ha estrapolato solo alcune cose che le tornavano comodo dal mio sito. Ed e' pure maleducata, perche'  ha fatto lo sgarbo di non avvertirmi di quanto aveva intenzione di fare. Sarebbe stato sufficiente avvisare della prossima uscita dell'articolo. E... Un'ultima cosa. Io saro' anche "un'appassionata di immersioni e animalista convinta" detto in modo patetico, pero' non ho cellulite. Non c'entra nulla, e' solo la scusa di una narcisista per mettere una sua immagine qua.

gisel1

foto by GiselleB. tutti i diritti riservati

GiselleB @ 16:15 | commenti (86)(popup) | commenti (86)
martedì, 07 novembre 2006 | in : giselle in foto sexy

sera5

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Foto by Giselle B. Tutti i diritti riservati.

Due tra le meno "scandalose" foto che Filippo mi ha fatto il famoso martedi' sera... E queste bastano e avanzano. O no? Bacio a tutti da Giselle B.

GiselleB @ 15:38 | commenti (41)(popup) | commenti (41)



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