Premetto che io amo gli uomini. mi piacciono proprio per la loro diversita', per quella forza sconosciuta mista a delicatezza che in molti ho trovato e che mi affascina. Nonostante questo, e forse spinta da una mia inconscia voglia di sapere ho amato altre donne. Delle donne, sessualmente parlando, ammiro le rotonde morbidezze: i seni, i glutei, le cosce. Spesso mi soffermo a sbavare davanti all'immagine di una bella ragazza credo nello stesso modo in cui fanno gli uomini, e mi eccito.
Ho conosciuto Mirella in un negozio di scarpe. Era indecisa su quale modello acquistare e non essendoci altri avventori, ha chiesto il mio consiglio. Gia' da un po' la spiavo seduta accanto a lei, circondate da decine di scatole, anche io indecisa sull'acquisto. Aveva gambe lunghissime e piedi molto grandi, doveva superare il metro e ottanta. Ci mettemmo a ridere complici quando la commessa finalmente ci porto' un paio di scarpe perfettamente identiche (se non diverse nel numero) che esaudivano le nostre esigenze. Dopo aver pagato i nostri acquisti, la invitai a prendere un caffe'. Lei era di fretta, ma mi chiese il numero di cellulare. Alla sera, quando ero oramai rassegnata a sostare pigramente davanti alla televisione, Mirella mi chiamo'. Aveva la voce alterata, mi pareva piangesse. Aveva litigato col suo uomo e non sapeva dove andare. Le spiegai dove abitavo e scesi ad attenderla in strada. Quando la vidi uscire dal taxi mi sembrava ancora piu' statuaria che mai, bella da togliere il fiato. Io nella mia tuta da casa mi sentivo piccola e goffa, ma il suo sorriso riusci' in qualche modo a rassicurarmi facendomi sentire apprezzata. Davanti ad un bicchiere di vino, sedute vicine sul mio divano si sfogo', mostrandomi un grosso livido che un calcio datole dal suo uomo le aveva procurato sul gluteo.
"Guardo quell'orribile segno che offende la perfezione di quella pelle levigata e profumata. Guardo e deglutisco a vuoto. Le sue gambe lunghe e tornite sono bellissime. Allungo una mano e la poso delicatamente sul livido delineandone i contorni, spalmando la pomata a lenire il suo dolore. I suoi occhi vellutati seguono i miei movimenti, le sue labbra si dischiudono in un sorriso che e' piu' di un sorriso, mi pare un invito. "Sono lesbica. Sto' con quell'uomo perche' sono la sua mantenuta. Non e' sempre stato cosi' ma il mondo della moda e' impietoso: o sei del giro giusto o sei out!"
Cosi' dicendo mi attira a se', e io quasi svengo sentendo quel corpo lunghissimo, le sue dita tra i miei capelli, le sue labbra sul mio collo e poi a mordicchiarmi i lobi. La sua lingua dietro l'orecchio, poi nell'orecchio, lungo il collo, sullo sterno, giu' sino ai seni e poi ancora sulla bocca. Io mi allungo e lei si distende con tutto il suo lungo corpo su di me. Le mie mani scorrono sulla morbidezza della pelle della sua schiena e quasi non riesco ad arrivare al sedere tanto e' alta. Sento i suoi muscoli contrarsi a ogni movimento, mentre mi stringe tanto forte da impedirmi quasi di respirare. Le nostre gambe sono intrecciate a sfregare i nostri sessi palpitanti, i seni schiacciati col turgore dei capezzoli che sento contro i miei. Ho un primo orgasmo. La mia schiena si inarca ad accogliere le sue lunghe dita che entrano e sapientemente continuano a darmi un piacere che ricambio, cercandola tra le pieghe morbide della sua carne. E' bagnatissima, e' calda e morbida come il velluto. I suoi fianchi si muovono e quel movimento mi fa impazzire, vorrei baciarla li' ed entro con la lingua in lei, assaporandone il gusto familiare di donna, baciando il suo bocciolo come fossero morbide, umide labbra, succhiandolo come fosse una lingua invitante. Sento il suo orgasmo, urla si muove spasmodica mentre il suo miele in un getto violento e improvviso mi inonda la bocca. Rallento per gustarla meglio, allento la presa sui suoi fianchi, alternando carezze lievi a baci piu' profondi. Ha un altro orgasmo, parla, urla, si dimena, si alza affondando la testa tra le mie gambe, mi vuole. La sua lingua e' fresca nel calore delle mie carni infiammate dal desiderio. Impazzisco quando mi succhia il clitoride, gonfio, palpitante, che mordicchia e poi lecca alternando la pressione e portando i miei sensi a percepire il suo corpo come se fosse il mio. La irroro, mi abbandono all'orgasmo piu' completo che abbia mai provato, incapace di trattenere i sussulti che mi pervadono, alternando il sorriso al pianto, supplicandola di smettere e invitandola a continuare, mentre lei implacabile continua a chiedermi di godere nella sua bocca. Gli orgasmi si succedono, uno dopo l'altro... Quanti? Non so. Ho smarrito la percezione dell'essere, sono come uno spirito leggero che si libra volteggiando ad ammirare la scena di due corpi di donne, belle e nude che si amano..."