giovedì, 28 settembre 2006 | in : mare

giselle diving1

Per chi non si accontenta di una sola "fotina", sappia che da Ulisse59 ce ne sono altre... 

http://ilcorpoamoroso.splinder.com/

Invito anche altre "blogger" a partecipare alla simpatica iniziativa da lui indetta: "Il Corpo Amoroso Delle Bloggers"... Anche se io estenderei la cosa anche ai maschietti...

GiselleB @ 15:01 | commenti (51)(popup) | commenti (51)
mercoledì, 27 settembre 2006 | in : racconti erotici

Premetto che io amo gli uomini. mi piacciono proprio per la loro diversita', per quella forza sconosciuta mista a delicatezza che in molti ho trovato e che mi affascina. Nonostante questo, e forse spinta da una mia inconscia voglia di sapere ho amato altre donne. Delle donne, sessualmente parlando, ammiro le rotonde morbidezze: i seni, i glutei, le cosce. Spesso mi soffermo a sbavare davanti all'immagine di una bella ragazza credo nello stesso modo in cui fanno gli uomini, e mi eccito.
Ho conosciuto Mirella in un negozio di scarpe. Era indecisa su quale modello acquistare e non essendoci altri avventori, ha chiesto il mio consiglio. Gia' da un po' la spiavo seduta accanto a lei, circondate da decine di scatole, anche io indecisa sull'acquisto. Aveva gambe lunghissime e piedi molto grandi, doveva superare il metro e ottanta. Ci mettemmo a ridere complici quando la commessa finalmente ci porto' un paio di scarpe perfettamente identiche (se non diverse nel numero) che esaudivano le nostre esigenze. Dopo aver pagato i nostri acquisti, la invitai a prendere un caffe'. Lei era di fretta, ma mi chiese il numero di cellulare. Alla sera, quando ero oramai rassegnata a sostare pigramente davanti alla televisione, Mirella mi chiamo'. Aveva la voce alterata, mi pareva piangesse. Aveva litigato col suo uomo e non sapeva dove andare. Le spiegai dove abitavo e scesi ad attenderla in strada. Quando la vidi uscire dal taxi mi sembrava ancora piu' statuaria che mai, bella da togliere il fiato. Io nella mia tuta da casa mi sentivo piccola e goffa, ma il suo sorriso riusci' in qualche modo a rassicurarmi facendomi sentire apprezzata. Davanti ad un bicchiere di vino, sedute vicine sul mio divano si sfogo', mostrandomi un grosso livido che un calcio datole dal suo uomo le aveva procurato sul gluteo.

"Guardo quell'orribile segno che offende la perfezione di quella pelle levigata e profumata. Guardo e deglutisco a vuoto. Le sue gambe lunghe e tornite sono bellissime. Allungo una mano e la poso delicatamente sul livido delineandone i contorni, spalmando la pomata a lenire il suo dolore. I suoi occhi vellutati seguono i miei movimenti, le sue labbra si dischiudono in un sorriso che e' piu' di un sorriso, mi pare un invito. "Sono lesbica. Sto' con quell'uomo perche' sono la sua mantenuta. Non e' sempre stato cosi' ma il mondo della moda e' impietoso: o sei del giro giusto o sei out!"
Cosi' dicendo mi attira a se', e io quasi svengo sentendo quel corpo lunghissimo, le sue dita tra i miei capelli, le sue labbra sul mio collo e poi a mordicchiarmi i lobi. La sua lingua dietro l'orecchio, poi nell'orecchio, lungo il collo, sullo sterno, giu' sino ai seni e poi ancora sulla bocca. Io mi allungo e lei si distende con tutto il suo lungo corpo su di me. Le mie mani scorrono sulla morbidezza della pelle della sua schiena e quasi non riesco ad arrivare al sedere tanto e' alta. Sento i suoi muscoli contrarsi a ogni movimento, mentre mi stringe tanto forte da impedirmi quasi di respirare. Le nostre gambe sono intrecciate a sfregare i nostri sessi palpitanti, i seni schiacciati col turgore dei capezzoli che sento contro i miei. Ho un primo orgasmo. La mia schiena si inarca ad accogliere le sue lunghe dita che entrano e sapientemente continuano a darmi un piacere che ricambio, cercandola tra le pieghe morbide della sua carne. E' bagnatissima, e' calda e morbida come il velluto. I suoi fianchi si muovono e quel movimento mi fa impazzire, vorrei baciarla li' ed entro con la lingua in lei, assaporandone il gusto familiare di donna, baciando il suo bocciolo come fossero morbide, umide labbra, succhiandolo come fosse una lingua invitante. Sento il suo orgasmo, urla si muove spasmodica mentre il suo miele in un getto violento e improvviso mi inonda la bocca. Rallento per gustarla meglio, allento la presa sui suoi fianchi, alternando carezze lievi a baci piu' profondi. Ha un altro orgasmo, parla, urla, si dimena, si alza affondando la testa tra le mie gambe, mi vuole. La sua lingua e' fresca nel calore delle mie carni infiammate dal desiderio. Impazzisco quando mi succhia il clitoride, gonfio, palpitante, che mordicchia e poi lecca alternando la pressione e portando i miei sensi a percepire il suo corpo come se fosse il mio. La irroro, mi abbandono all'orgasmo piu' completo che abbia mai provato, incapace di trattenere i sussulti che mi pervadono, alternando il sorriso al pianto, supplicandola di smettere e invitandola a continuare, mentre lei implacabile continua a chiedermi di godere nella sua bocca. Gli orgasmi si succedono, uno dopo l'altro... Quanti? Non so. Ho smarrito la percezione dell'essere, sono come uno spirito leggero che si libra volteggiando ad ammirare la scena di due corpi di donne, belle e nude che si amano..."

GiselleB @ 12:23 | commenti (51)(popup) | commenti (51)
giovedì, 21 settembre 2006 | in : sesso, racconti erotici, cult movie
Ho fatto sesso al cinema, con uno che non conoscevo neppure. Era un'estate caldissima, quella del 2002 e per trovare un po' di frescura, pensai di andare in una sala cinematografica dove almeno per un paio d'ore l'aria condizionata mi avvrebbe rinfrescata. Il film era "Monsoon Wedding", carino di un regista indi (non ricordo il nome). Indossavo un top, quel modello che si allaccia dietro il collo e che lascia le spalle e la schiena scoperta e una gonna corta ma molto ampia. Il cinema era semideserto, anche perche' era il primo pomeriggio di un fine luglio e in molti avevano preferito partire per il mare. Decisi di sedermi nel centro della sala dove la visuale e' migliore e non volevo avere nessuno davanti. Ad un certo punto, mentre iniziavo a godermi il film, percepii un lieve soffio alla schiena: qualcuno posto alle mie spalle mi stava procurando i brividi alitando sulla mia pelle nuda. Non reagii.  Mi piaceva e avrei voluto che quel qualcuno continuasse all'infinito. Andammo avanti cosi' per almeno una mezz'ora, mezz'ora in cui mi illanguidivo sempre di piu', e le pause in cui lui non soffiava mi parevano interminabili. Ad un certo punto sentii alle mie spalle dei movimenti, si stava avvicinando: e ora erano le sue labbra che sentivo sul mio collo mentre le sue mani mi palpavano il seno. Dovevo vederlo in faccia, mi voltai e incontrai il volto di un ragazzo, non bello, molto scuro e chissa' perche' pensai fosse sardo. Mi sorrise, i suoi denti erano perfetti, bianchissimi e continuando a sorridere abbasso' lo sguardo verso la patta dei pantaloni che era aperta su di un membro in erezione. Abbandonai la mia poltrona e mi accomodai accanto a lui. Ero gia' molto eccitata e sedendomi alzai la gonna spostando le mutandine a lato, dove lui subito insinuo' la sua mano iniziando a palpeggiare e titillare. Io ricambiavo le sue carezze stringendo quel suo bell' affare, menandoglielo ora forte ora piu' lievemente, scendendo ad accarezzare i testicoli. Il film era quasi alla fine, alcune persone si stavano alzando per andarsene. Ci fermammo, anche per guardarci intorno e valutare la situazione. La sala era quasi vuota, a eccezione di qualcuno davanti a noi. Nel frattempo il ragazzo si era messo il preservativo, gusto fragola... il mio preferito, un invito evidente ad accoglierlo nella mia bocca. La mia eccitazione, anche a causa della situazione davvero al limite della decenza, era al culmine della sopportazione. Lui continuava ad insinuare le sue dita dentro di me, entrando e uscendo, sfiorandomi, pizzicandomi, penetrandomi contemporaneamente anche dietro e spargendo i miei umori sui mie glutei che nella penombra del cinema vedevo perfettamente tondi e lucidi... Le mie labbra si fecero sempre piu' ardite, succhiandolo e menadoglielo, leccandolo e ingoiandolo sin quando sentii che stava per venire, e... Lui mi blocco' di scatto e afferrandomi e girandomi contemporaneamente mi fece sedere su di lui. La sua penetrazione era lenta, cadenzata, quasi estenuante. Trattenevo a fatica i miei gemiti, mentre le mie dita si afferravano alla poltrona davanti. Le mie gambe chiuse tra le sue aperte, potevo sentire lo sfregamento dei suoi testicoli contro di me. Venni. Sentivo il mio miele sgorgare, bagnarmi le cosce, mentre i suoi fendenti iniziavano ad essere piu' spasmodici continuando ad elargirmi un ininterrotto ed intenso piacere, che culmino' in un affondo che quasi mi lacero' il ventre...
Forse avevamo fatto un po' troppo rumore, perche' mentre mi sistemavo e scorrevano i titoli di coda, i pochi astanti non evitavano di tirarmi delle occhiatacce che non lasciavano dubbi sui loro pensieri. Il ragazzo, mi diede un buffetto sulla guancia e mi chiese se volevo andare a bere qualcosa. Non accettai anche se morivo di sete. Ho sempre sete dopo. Restai accoccolata sulla mia poltrona del cinema, assaporando i brividi che ancora mi pervadevano. Lui si alzo' e se ne ando' in silenzio. Meglio cosi', era quello che volevo.
GiselleB @ 11:12 | commenti (69)(popup) | commenti (69)
martedì, 19 settembre 2006 | in : racconti erotici

La mia prima esperienza sessuale e' avvenuta in una cappella mortuaria, con tanto di morto nella bara in attesa di essere sepolto. Premetto che sono una fifona e da ragazzina mi prendevano in giro perche' credevo in modo smodato ai fantasmi. Per una specie di scommessa, dopo il funerale di un mio prozio (persona facoltosa e ben vista) i miei cugini mi sfidarono ad andare a vedere i fuochi fatui. Ricordo che era luglio, molto caldo. Dei ragazzotti ascoltavano a tutto volume i Depeche Mode "master and servants" dalla loro miniminor beige proprio davanti al cancello del cimitero. Ci offrirono un tiro di canna che accettai volentieri per smorzare un poco quel timore che nutrivo. Uno di loro lo conoscevo bene: Lello, il soprannome, biondo e riccio mi ricordava un angelo. Dopo lo spinello ci infilammo, sganciando la catena mal messa, entrando di profilo tra i due cancelli semi aperti. Ce ne stavamo nel vialetto centrale cercando di abituare gli occhi al buio e io mi rendevo conto che ora non ero l'unica ad avere paura. Gongolante  mi avviai verso l'unica fonte di luce un po' piu' forte che proveniva dai ceri accesi a veglia intorno alla bara nella cappella mortuaria. La porta era solo accostata. Rimasi stupita nel vedere che una catenina spuntava dal coperchio, quindi proseguiva sino ad una campanella appesa accanto allo stipite. Sapevo di questa usanza, giusto per scongiurare che qualcuno fosse sepolto vivo. Il vento, una corrente d'aria fece vibrare lo stoppacchio e quel "dling" improvviso ci fece sobbalzare di paura, io  mi gettai tra le braccia di Lello. Tremavo di vero terrore, senza riuscire a respirare e con gli sfinteri in contrazione. Non ero l'unica in quelle condizioni: tutti i miei spavaldi amici e cugini erano bloccati dallo spavento. Sergio e Graziella furono i primi a darsela a gambe seguiti da tutti gli altri. Io e Lello restammo avvinghiati. Ora non provavo piu' paura, sentivo solo le sue braccia inorno alla mia vita e il suo coso duro contro il mio grembo. Ero vestita di una maglietta e una minigonna, che in un attimo ritrovai tirata su sino alla vita, la maglia invece volo' per terra accanto ai ceri. Sentivo solo le sue mani cercare il mio seno e poi le sue labbra che sembravano di fuoco. Non avevo piu' paura, anche se il mio cuore continuava a battere all'impazzata e sentivo tra le gambe il bagnato familiare di quando ero eccitata. La sua mano si insinuava tra le mie mutandine e devo dire che rimasi sorpresa di sentirle gentili ed esperte. Mi fece un ditalino apocalittico! Chiudevo gli occhi e nella penombra vedevo i suoi riccioli e la bara, la bara e la sua nuca bionda... Diomio! Le gambe iniziarono a cedermi e lui con garbo mi fece sedere su una panca di marmo, fredda, ma a quel freddo prestai ben poca attenzione perche' lui intanto si stava spogliando, cioe' sfilando i calzoni mostrandomi una verga niente male. Non avevo piu' paura e mi fu sopra un po' goffo ma leggero, e inizio' a penetrarmi con forza. Il dolore lo provai quasi subito. Nulla di insopportabile, era piu' un bruciore che altro, ma dopo qualche spinta iniziai a sentire una sensazione familiare, di caldo, di scioglimento, un allentarsi dentro come un nodo che si svolge. Non ho avuto un orgasmo vero e proprio, non potevo distinguerlo allora. Pero' mi piaceva e lui venne con uno schizzo poderoso che riusci' ad investirmi il viso. Rimasi sorpresa nel vedere che avevo perso parecchio sangue, io che credevo di non essere piu' vergine con tutte le cose che mi ero infilata nella fichetta e con l'andare a cavallo a gambe aperte senza le mutande rinforzate... Sangue sul marmo bianco della panca, sangue sul suo membro, sangue tra le mie gambe, da pulire con il suo fazzoletto bagnato con l'acqua dei vasi dei fiori intorno alla bara. Lello mi riaccompagno' a casa e gettammo il fazzoletto insanguinato tra i rovi. Quella notte dormii agitata, sognai il mio prozio che usciva dalla bara e mi prendeva a legnate... Ma il giorno dopo ero felice, con la fichetta irritata ma finalmente donna.

GiselleB @ 08:56 | commenti (34)(popup) | commenti (34)
martedì, 12 settembre 2006 | in : sesso

L'altra sera non avevo voglia di fare niente. Avevo freddo ed ero praticamente mezza addormentata tutta rannicchiata sul divano. Lui invece ardeva di desiderio e mi provocava prendensolo in mano e menandoselo sfacciatamente davanti a me. Lui sa quanto adoro il suo uccello e quanto mi piace vederlo intento a masturbarsi... Pero' la mia reazione era davvero lenta, mi attizzava, ma pigramente non mi decidevo a prendere nessuna iniziativa. Ad un certo punto lui si e' fermato e alzandosi di scatto si è messo ad armeggiaggiare col lettore di dvd, poi è andato in cucina ed è ritornato con un bel bicchiere fumante di china e limone che mi ha porto e che ho bevuto grata (mi ha scaldata da dentro!). Ha quindi fatto partire il lettore e le scene che hanno inizato a succedersi erano quelle di un buon film porno dove pero' non si risparmiano qualche sculacciata e tirate di capelli... Arrapante, e ancora piu' arrapante perche' era uno di quei filmetti indicati piu' per le coppie o le donne che per gli uomini soli, quindi: grande goduria di leccamenti di fica e succhiate di tette oltre a due bei maschioni bisex... Orbene, non mi decidevo... Allora il mio mio uomo mi ha presa di forza, strappandomi il pigiama e le mutandine di dosso e mettendomi a pancia in sotto col suo braccio fermo sulle mie spalle a inchiodarmi contro il divano. All'inizio mi sono ribellata  perche' mi faceva male, poi lentamente mi sono sciolta sotto i colpi del suo membro sempre piu' grosso e duro... Che scopata! Pensate un po' se non avesse insistito cosa mi sarei persa!

GiselleB @ 17:03 | commenti (52)(popup) | commenti (52)



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