domenica, 30 luglio 2006 | in : sex

giselleBeh! Oltre a scrivere bene ho altre doti... O no?

Per il "rovescio della medaglia"... http://ilcorpoamoroso.splinder.com/

GiselleB @ 19:06 | commenti (69)(popup) | commenti (69)
venerdì, 28 luglio 2006 | in : sex

ATTENZIONE: Il contenuto di questo racconto e' altamente erotico! Severamente vietato ai minori.

1400-14789~Nude-Reclining-Posters

Mi guardi. Sento i tuoi occhi sfiorarmi la pelle, invece sono le tue mani che mi toccano. La stanza e' lievemente illuminata dall'unico fioco lampione, fuori, lontano nella notte. I nostri corpi nudi in questa penombra sembrano fotogrammi in bianco e nero.  Ti muovi leggero, in punta di dita, ora a toccare il seno, ora a insinuarle tra le mie labbra a raccogliere quell'umido che poserai sui capezzoli desiderosi di baci. Lentamente scendi e ti soffermi sul mio ventre, sempre con quel tocco lieve che mi colma di brividi. Non oso muovermi, attendo che tu elargisca i tuoi doni, qualsiasi essi siano. Chiudo gli occhi e immagino che le tue mani diventino tante mani, voglio sentire te, e tu che diventi un altro. Sai quali sono i miei pensieri. Leggero ti muovi sopra di me aprendomi le gambe. Vedo il tuo membro davanti alla mia bocca, ma e' un attimo, perche' richiudo gli occhi e sento la tua lingua e le tue dita che si insinuano in me. Sei bravo nel non fare sentire il tuo corpo sul mio, affinche' la mia fantasia possa continuare a immaginare che un altro mi stia baciando dove in realta' c'e' solo la tua bocca. Una bocca, che si apre a raccogliere il mio bocciolo, una lingua che gioca con la mia carne. Delle mani che stringono il mio seno, lo accarezzano, lo schiacciano e giocano con la turgidita' dei capezzoli. Mi illanguidisco, fremo, vibro... Bacio la tua virilita', lecco, strofino lievemente le mie labbra che poi si dischiudono ad accogliere il tuo membro. Anche tu rabbrividisci, mentre una bocca continua darmi piacere e quel piacere riesco a fartelo sentire intenso, forte perche' e' lo stesso piacere che tu mi dai, che mi da quella lingua che ora sembra di fuoco. E il mio ventre si tende, la schiena s'inarca, un'esplosione di luce calda mi invade e sento la marea orgasmica arrivare, straripare, inondare, riempire quella gola assetata che si abbevera alla mia fonte. E poi la quiete. Il silenzio... La leggerezza del tocco, ancora lieve, e ancora piu' intenso nella mia gia' desta sensibilita' pronta a ricevere un'altra marea, un'altra ondata di piacere che sembra esca dal ventre squarciandomelo, senza dolore, con i gemiti soffocati dal tuo turgore tra le mie labbra, il tuo membro che ora muovi cadenzando il ritmo a quello del mio bacino, che ancora cerca piacere da quella bocca, che crudele continua a farmi godere, godere, godere. Mi inarco ancora di piu', per meglio sentire quei baci che generosamente mi vengono donati e che io ti dono con sempre piu' abbandono, trasportata dall'impulso di darti un poco, di quel tanto che sto provando. E tu grato, lasci che la tua essenza invada la mia bocca, la mia gola a cogliere quel tuo sapore che mi inebria come la piu' dolce delle bevande.

GiselleB @ 16:46 | commenti (16)(popup) | commenti (16)
mercoledì, 26 luglio 2006 | in : sesso, sexy, sex , sensual

ATTENZIONE: Questo Post ha espliciti contenuti erotici. Ammessi solo maggiorenni consenzienti, merci!

Female Nude-Torso by M.Payton
L'incontro tra me e il mio compagno non e' stato per nulla casuale. Penso che il fato si diverta a far intrecciare relazioni tra persone che abbiano una certa affinita'. Quella tra me e Filippo e' la ricerca del piacere, anzi potrei dire che siamo cultori dell'eros. La nostra complicita' va oltre al menage quotidiano fatto da due persone, che e' comunque soddisfacente. C'e' rispetto, ma soprattutto affiatamento e una conoscenza dei desideri dell'altro, che con religioso metodo si cerca di appagare. Consiglio alle persone insicure, possessive e quindi egoisticamente immature dal punto di vista sessuale, di astenersi dal praticare la "recherche". Questa breve introduzione era d'obbligo in quanto quello che sto per narrare e' stato il primo episodio particolare in cui mi sono trovata coinvolta, complici il mio lui e un altro...


"Filippo mi apre la portiera della macchina e al mio passargli davanti fa un lieve inchino sorridendomi e strizzando l'occhio. E' veramente affascinante nel suo abito di lino chiaro, che ne fa risaltare l'abbronzatura. Ha organizzato tutto lui per il nostro anniversario. Il ristorante e' elegante, ben arredato senza ostentazioni: predominano il colore scuro naturale del legno e l'ocra delle tovaglie su tavoli quadrati, ben apparecchiati e con al centro un piccolo bouquet di fiori che fa da cornice ad una candela. Il cameriere si aggira silenzioso esaudendo ogni nostra richiesta, discretamente, sempre pronto a colmare i bicchieri di un ottimo vino scelto da Filippo. La conversazione e' lieve, intervallata da qualche risatina e dalle sue mani che cercano le mie. I suoi occhi spesso si soffermano ad ammirare la dolce curva delle mie spalle semi nude e la scollatura, che ad ogni movimento so aprirsi sul mio seno, provocante e foriero di altre gioie. Mi sento bella, ammirata, corteggiata, desiderata... Alla fine della cena Filippo invece di prendere la consueta via di casa, imbocca l'autostrada. "Dove mi stai portando?" Gli chiedo ridendo e piena di curiosita', so che la serata non e' ancora finita e lui e' solito farmi delle piacevoli sorprese. "A perdere!" Rido alla sua battuta canzonatoria che e' anche un simpatico modo di dire genovese."

 


 

E inaspettatamente l'altro Lui

Io e Filippo

"Ci fermiamo davanti ad una casa signorile, non ha l'aspetto di un albergo. Filippo sa che non sopporto i moderni hotel, tutti anonimamente uguali, squallidamente arredati per uomini d'affari distratti e impegnati. Un salottino con un balconcino colmo di gerani si apre sulla stanza da letto. Sul tavolino un mazzo di rose rosse con un bigliettino e un secchiello colmo di ghiaccio con l'immancabile bottiglia di Berlucchi. Mentre leggo la dedica, il mio compagno attenua le luci, mi passa un calice, poi tendendomi la mano mi accompagna nella camera. Mi bacia appassionatamente prima la bocca, per poi scendere al collo, le spalle. Fa scivolare il mio abito di seta nero come un guanto, e mi ritrovo nuda tra le sue forti braccia, che mi avvolgono tutta facendomi sentire ancora piu' esile di quella che sono. Ha le mani calde, grandi, desiderose di me, del mio corpo che vibra al suo tocco. Mi vuole come non mai, e come non mai mi sento amata. Le sue labbra si posano sul mio seno, si dischiudono sui miei capezzoli ansiosi di elargire la prima scossa di piacere, che mi illanguidisce e fa fremere aprendomi ad altre carezze. Mi parla, dice che stasera vuole che sia egoista, libera di pensare solo al mio piacere. Ci sediamo sul letto, io su di lui, davanti. Il suo turgido membro contro le mie natiche, le sue mani sul mio seno, libere di esplorare, cercare, trovare. Mi apre le gambe e le sue dita prima sfiorano e poi si insinuano tra le mie vellutate pieghe, si soffermano a giocare col clitoride, poi leggere a cercare il mio piacere. Sono in balia delle sensazioni, completamente avviluppata dall'estasi che mi fa scivolare in uno stato di abbandono... Percepisco un lieve fruscio, Filippo mi posa sugli occhi un foulard che ferma con un nodo dietro la nuca.  Ho come l'impressione che ci sia un'altra presenza nella stanza, e le mani sembrano espandersi all'infinito sul mio corpo. Mani che mi frugano e una bocca che si sazia del mio nettare, e altre labbra che stuzzicano i miei capezzoli. Mi sento sollevata, girata mentre incessanti continuano le carezze, i baci, e dita che mi aprono ad accogliere una virilita' che sento familiare che con lenta crudelta' mi elargisce il piacere. Un piacere immenso, ottenebrato dall'esasperazione di non vedere, di non sapere, nel totale abbandono dei sensi."

L'altro Lui

"Complicita' maschile, un invito inatteso....
Sei all'oscuro di tutto... Sai solo che sara' una serata speciale.
Cena a due, luce soffusa di sole candele...
Un boccone, un bacio... Le mani del tuo compagno che sfiorano il tuo
vestito e ti tentano...
E' una danza di eros e sapore della quale pregusti il seguito...
E il dopo cena siete voi due... Un gioco di labbra, un intrecciarsi di
mani.. Il tuo piacere si liquefa senza posa...
Ti apri alle voglie del tuo uomo senza remore, sai che le sue sono
tue..
Ti offri a lui... Ti dischiudi in ogni modo... Lo accogli, lo istighi,
ti fai schiava e poi padrona...
Dietro di te... Alterna il possederti, ti sfiora per amplificare cio'
che sta per arrivare...
Ti inarchi, urli, implori che sia ancora e...  Prima di rimanere
sfinita ti rendi conto che un morbido foulard si sta poggiando sul tuo viso e che lui lo sta annodando sulla tua nuca... Sei incerta, stupita, forse impaurita.. lui ti calma con un rassicurante "Lasciami fare..." Ne senti la lingua rifarsi strada lungo il noto e umido
percorso e nuovamente ti sciogli...
Intuisci il suo strisciare sotto di te per averti sulla sua bocca...
Ne senti le mani afferrarti le natiche, le dita avvinghiate per
aprirti...
Vorresti schiacciarti su di lui ma te lo impedisce... Ti beve, ti
succhia, ma ti vuole cosi', in ginocchio, supplichevole...
Tortura la tua carne e con le mani la percorre fino a stringerti i
capezzoli tra le dita...
Pronta all'estremo grido, oramai invasa dalla marea lo implori di
riempirti...
Senti la carne allargarsi, d'improvviso sei penetrata dolcemente, dentro e fuori
da te si muove cio' che aspettavi...
Paura, eccitazione, orgasmo imminente.. Ti offri ancora di piu' a
quell'inattesa ma voluta possessione, stretta tra essa e il tormentoso
succhiarti del tuo uomo che non ha mai smesso di berti..."

GiselleB @ 13:27 | commenti (32)(popup) | commenti (32)
martedì, 25 luglio 2006 | in : sesso, sexy, sex , sensual
boops ATTENZIONE: Questo Post ha espliciti contenuti erotici. Ammessi solo maggiorenni consenzienti, merci!

Agganciai il telefono ben decisa a raggiungere Filippo a Napoli. Non avevo assolutamente voglia di passare le vacanze pasquali da sola. La signorina della compagnia aerea mi aveva detto gentilmente che non c'erano posti liberi, tutti prenotati. Non mi restava altro da fare che andare in macchina, pensando che in questo modo sarei stata libera di girare senza essere vincolata dagli orari del mio compagno. La mattina mi alzai presto, c'era il sole ma l'aria era aspra e s'insinuava su per la mia corta gonna. Rabbrividendo mi pentii di non avere indossato i caldi pantaloni di flanella, anche se mi consolava il pensiero che di li' a qualche ora sarei stata nel tepore primaverile partenopeo. Sino a Bologna il traffico si muoveva scorrevole, tante macchine colme di gitanti. I piu' avrebbero proseguito sino alla riviera romagnola, e cosi' fu. Mi ritrovai praticamente da sola ad affrontare le curve e i tunnel appenninici. La giornata non era piu' limpida, sulle cime si vedevano cumuli di nuvole grige. All'uscita di una galleria con stupore mi ritrovai il parabrezza  spruzzato di nevischio. "Porca miseria, non puo' nevicare ad aprile, non ho nemmeno le catene..." Fortunatamente un cartello mi indicava che una stazione di servizio era poco distante. Il parcheggio era semi deserto, a eccezione di un paio di macchine e un Tir rosso. Stava iniziando a nevicare in modo copioso. All'interno dell'autogril regnava un'atmosfera calda e silenziosa. Ordinai un caffe' e mi sedetti sull'alto sgabello mangiucchiando una brioche. "Signorina, ha visto che tempaccio? Questa nevicata non era prevista. Anche la Polizia Stradale e' in difficolta' e ha consigliato di attendere qui che i mezzi antineve puliscano la strada." Mi disse un uomo sulla quarantina con un marcato accento romagnolo. Aveva gli occhi di un incredibile azzurro, non era certamente bello, anche se piacevole, e la sua pancetta denotava una mancanza di prestanza fisica. Pero' mi risulto' subito simpatico.

"Mi guarda e parla, parla e appoggia il suo azzurro sguardo sulla mia pelle coperta a mala pena da una minigonna. Ho caldo e mi sfilo la giacca, lasciando che nel movimento la camicetta mi si apra sul seno. Voglio pagare la consumazione, ma l'uomo educatamente me la vuole offrire. Sorrido e lo ringrazio accettando. Lui si chiama Federico, fa il camionista e viaggia con suo nipote. Si gira all'indirizzo di un ragazzotto intento a guardare le copertine delle riviste porno. E' carino, avra' poco piu' di vent'anni, l'espressione dolce e lo stesso incredibile azzurro degli occhi dello zio. "Piacere, Gianni" si avvicina sorridendomi e porgendomi la mano. "Giselle" dico e percepisco un fremito di desiderio nello sguardo del ragazzo. "Esco a fumare una sigaretta, chi mi accompagna?"Chiedo e sono subito seguita dai due uomini che cavallerescamente fanno gara per aprirmi la porta. Fuori nevica, fa freddo, sono gia' pentita della decisione presa, quando Federico propone di andare nella cabina del camion. Accetto volentieri e rimango stupita nel vedere quanto sia spaziosa e confortevole. Gianni, accende il lettore di cd e mi domanda se ho preferenze musicali. "I Gotan Project vanno benissimo". Sono seduta tra i due uomini, le gambe accavallate lasciano intravvedere il pizzo delle autoreggenti, sento i loro sguardi vogliosi bruciare la mia carne. Il piu' anziano dei due arditamente sfiora la mia coscia con una mano. Lo lascio fare mentre sbottono la camicetta e offro il mio seno alla bocca di Gianni, che esaltato bacia dicendomi di quanto sono bella e porca. Federico intanto mi palpa il sedere, sposta le mutandine e insinua le sue dita nelle mie fessure che sono gia' umide.  Accolgo nella mia bocca il membro eretto del ragazzo, soffermandomi a giocare col suo violaceo glande, leccandolo lentamente, succhiandolo per brevi attimi per poi rilasciarlo e rileccarlo... Le mie mani accarezzano i suoi testicoli e poi salgono stringendo la sua verga umida e scivolosa della mia saliva che copiosa mi sgorga dalle ghiandole. Intanto Gianni ha oscurato i vetri, celando ad occhi indiscreti quello che accade all'interno della cabina del camion, e si e' foderato il membro con un preservativo. Lo appoggia delicatamente all'ingresso del mio scrigno dorato, e lentamente si fa strada, senza forzare, senza andare in profondita'. Lasciando a meta' la penetrazione facendo crescere in me il desiderio di essere posseduta. Eccitata, le mie labbra diventano sempre piu' ardite, piu' accoglienti e avvolgono quella virilita' che mi si offre con movenze simili all'amplesso. "Giselle, hai una bocca di fuoco..." Gianni e' estasiato, il capo abbandonato all'indietro, gli occhi puntati sulla scena che ha davanti: di me che lo succhio, del mio sedere nudo e dell'uomo che mi penetra. Mi vuole. Dice allo zio di lasciare che sia lui ora a godere di me e io a godere di lui. Mi siedo sulle sue gambe, aprendomi, scivola dentro me. Le sue mani mi stringono il seno, facendo unturgidire i capezzoli che alternativamante porta alle labbra. Federico e' in piedi, mi porge il suo membro, sbattacchiandomelo sulla bocca, sulla lingua, sul viso. Le sue mani si muovono freneticamente. Con la mano libera mi fruga l'orifizio proibito, spalma i miei umori sui glutei, sui fianchi, sul ventre, sul seno... Prima di venire si arresta per sfilare il preservativo, dicendo " Voglio riempirti la faccia". Gianni intanto sotto di me si muove bene, lo assecondo assumendo il suo stesso ritmo e alternativamente strofino il clitoride contro il suo osso pubico. Il primo a raggiungere l'orgasmo e' Fedrico, che come promesso irrora il mio viso con un violento getto, mentre la mia bocca si apre per accogliere gli ultimi spasimi del suo piacere. Sento pervadere il ventre da un crescente pulsare di fremiti che mi fanno impazzire i  fianchi cercando l'appagamento, e che sento prossimo... E che arriva con Gianni che urla, e di me che artiglio con le unghie il sedile, alzandomi da lui e lasciando che l'essenza maschile mi schizzi tra le cosce e il ventre."

Dopo un altro caffe' all'autogril, la polizia stradale ci disse che l'autostrada era nuovamente agibile. Salutai con un bacio affettuoso i miei due compagni d'avventura dagli occhi incredibilmente azzurri e dal simpatico accento romagnolo... E ogni volta che vedo un Tir rosso, il loro ricordo affiora alla mia mente, con un sorriso.

GiselleB @ 13:18 | commenti (18)(popup) | commenti (18)
venerdì, 21 luglio 2006 | in : sesso, sexy, sex , sensual

FROMBOBK~1ATTENZIONE: Il post ha contenuti erotici. Se lo leggete e' perche' siete maggiorenni e consenzienti... Prego!

"Filippo e' sempre piu' eccitato. Le sue carezze diventano sempre piu' audaci, le sue mani sempre piu' desiderose di riempirsi di me, del mio seno, del mio corpo che si strofina contro la sua virilita'. Barry ci guarda, guarda anche quello che succede nell'atelier, una mano sul suo membro e l'altra a sostenere il bicchiere colmo di vino che ogni tanto porta alla bocca.  "Perche' non andate dentro con loro?" Ci chiede sorridente. Il mio compagno mi indirizza un'occhiata che non puo' essere altro che d'intesa. Trovare un posto in quella stanza, che non e' piccola e' quasi impossibile. Mi sento afferare per una caviglia. La manager che ora ha la bocca libera inizia a baciarmi i piedi, sandalo incluso. Altre mani mi sfilano l'abito, e iniziano a frugarmi tra le gambe, i miei glutei pizzicati, i miei seni palpati. Quante sono quelle dita avide del mio corpo? Mi sento fremere di piacere ovunque, non c'e' una parte della mia pelle che non sia sfiorata, toccata, leccata, baciata. Chiudo gli occhi e mi abbandono completamente a quegli abbracci, che non chiedono altro che di amarmi. Un uomo bacia il mio ventre e lentamente scende sino al pube, poi ancora piu' giu' e piu' dentro. Altre labbra giocano coi miei capezzoli, mentre altre mani stringono il mio seno offrendolo ad altre bocche, avide di riempirsi della mia pelle. Filippo si mette a gambe aperte davanti al mio viso. Il suo membro e' incredibilmente duro e dal suo glande esce  una goccia trasparente di umore. L'assaporo con la punta della lingua, e' dolce, mentre le mie labbra si dischiudono per accoglierlo profondamente, muovendo la testa ritmicamente. Un'altro viso si avvicina, un'altra bocca vuole dividere con me la virilita' di Filippo. E la mia lingua incontra un'altra lingua, insieme su quel membro, e sui testicoli e alla base di essi... Sento insinuarsi dentro di me delle dita, leggere sicuramente di donna. Non vedo altro che pelle, pelle, pelle. Qualcuno solleva il mio bacino. Ora al posto delle dita sento la pressione di un membro, che mi penetra con forza. Sono per meta' sospesa, sostenuta da forti braccia mentre altre mi alzano, e sento un corpo scivolare sotto di me e un altro penetrarmi l'orifizio piu' stretto e proibito. Non mi sento profanata, piuttosto esplorata e desiderata sino alla follia. Ed e' in un grido folle, lancinante che mi sconquassa il petto che raggiungo l'orgasmo, mentre Filippo mi irrora il seno col suo abbondante seme subito lambito da assetate bocche. L'uomo sopra di me schizza sul mio ventre, mentre quello sotto ora piu' libero nei movimenti sferza i suoi ultimi fendenti con una forza da spezzare le reni, per poi eiaculare sul viso di Kiki accostatosi per gustare la dolce essenza maschile. Per lunghi istanti mi sento in balia dell'estasi che sfocia nel nulla, in un'apnea forzata a trattenere quella sensazione di beatitudine e appagamento. Potrei morire in quell'attimo e morirei felice..."

Il giorno dopo mi svegliai nella penombra della camera. Il mio corpo era un poco livido, mi doleva il seno e tra le gambe sentivo un bruciore che mi riporto' alla mente, con uno svolazzare di "farfalle nella pancia" la mirabolante avventura della sera prima. Filippo si mosse accanto e me e girandosi mi schiocco' un bacio sul collo mentre orgoglioso mi mostrava la sua virilita' gia' desta... Io lo guardai con uno sguardo tra l'implorante e il sorridente dicendo:  "Facciamo almeno colazione, prima".

GiselleB @ 11:17 | commenti (29)(popup) | commenti (29)



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